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Martedì, 5 Marzo 2024
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Come il partito dei contadini ha vinto le elezioni in Olanda

Sconfitta per il governo, che ha proposto un piano radicale di chiusura degli allevamenti intensivi

Dalle proteste coi trattori a primo partito dei Paesi Bassi. Il percorso del Farmer Citizen Movement o Boer Burger Beweging (Bbb - Movimento contadino-cittadino), ​​favorevole agli agricoltori, è stato repentino, ottenendo una vittoria importante alle elezioni provinciali olandesi, che determinano la composizione del Senato. Il Movimento avrebbe raggiunto in media nelle varie province il 19% dei voti, con picchi anche del 33,5%, conquistando 15 dei 75 seggi al Senato. Il Bbb è stato in grado di cavalcare un'ondata di proteste contro le politiche ambientali del governo, approfittando del consenso del settore rurale, ma non solo. Secondo le ultime proiezioni risulta destinato a conquistare più seggi al Senato rispetto al partito liberale Vvd del primo ministro Mark Rutte, fermatosi a dieci seggi.

Successo inaspettato

"Gente, che cazzo è successo?", ha affermato la leader del partito Caroline van der Plas durante il discorso per celebrare l'inaspettata vittoria, sfoggiando un anello con la bandiera olandese rovesciata, simbolo delle proteste. La van der Plas è una giornalista con una precedente carriera politica nell'Appello cristiano democratico (Cda), che ha lasciato nel 2019 dopo averlo criticato a più riprese perché la sua dirigenza non faceva abbastanza per gli agricoltori. Fino al momento in cui ha deciso di fondare e guidare il Movimento dei contadini e dei cittadini. Il fascino del Bbb si è presto diffuso al di là del contesto rurale, facendo leva su un populismo in grado di rappresentare i valori tradizionali e conservatori dell'Olande sia a livello sociale che di morale.

Urne piene

In precedenza la van der Plas aveva detto ai sostenitori che gli elettori normalmente restano a casa se perdono fiducia nella politica, ma l'affluenza alle urne è stata la più alta dagli anni '80, raggiungendo secondo le ultime stime il 57,5%. "Oggi le persone hanno dimostrato di non poter più restare a casa. Non possono più ignorarci", ha commentato la leader del Movimento, sconvolta lei stessa del successo ottenuto. L'elezione è stata vissuta come un vero e proprio referendum sull'operato del governo, aspramente criticato per il piano volto a tagliare in maniera netta le emissioni di azoto, catalogate come eccessive.

Crisi dell'azoto

Il progetto riguarda vari settori, dall'industria all'edilizia, ma le misure più drastiche dovrebbero colpire in modo particolare l'agricoltura. In un sondaggio online di Ipsos pubblicato dell'emittente televisiva pubblica Nos prima delle elezioni, il 46% degli intervistati aveva detto di disapprovare le politiche di Rutte. Al centro delle critiche c'è il progetto di legge che prevede la chiusura di oltre tremila tra fattorie e aziende agricole, accusate di immettere quantità spropositate di azoto sia a causa dell'uso eccessivo di fertilizzanti chimici che delle escrescenze di animali, stipati in massa nelle stalle. Le chiusure verrebbero compensate con uno specifico fondo da circa 24 miliardi di euro.

Vittoria giudiziaria

La decisione di Rutte deriva da una sentenza della Corte dei Paesi Bassi, che nel 2019 aveva condannato il governo per non aver adottato misure sufficienti ad arginare l'inquinamento di acque e suoli, in particolare nelle zone Natura 2000, reputate sensibili e tutelate dall'Unione europea. Contro il governo la causa era stata intentata dal Movimento ambientalista guidata dal chimico Johan Vollenbroek, capace in questi anni di ottenere numerose vittorie giudiziarie in favore della protezione della natura. Salutato come un successo dagli ambientalisti, il piano è stato avversato con forza dagli agricoltori, scesi in piazza a più riprese, anche con metodi reputati violenti, con l'ultima protesta tenutasi lo scorso sabato a l'Aja.

Scalata in tre anni

Gli agricoltori hanno trovato nel Movimento un'identità politica capace di rappresentarli e mettere le loro esigenze in cima alle loro priorità. Il partito guidato da van der Plas afferma che il problema delle emissioni è stato amplificato e che le soluzioni proposte sono ingiustamente squilibrate nei confronti degli agricoltori, determinando la chiusura di molte aziende agricole e alla carenza di produzione alimentare. Creato appena tre anni fa, il partito dei contadini aveva ottenuto un solo seggio alle elezioni della Camera bassa del 2021. Con i risultati di questa elezioni per il Senato diventa ora la prima forza politica nei Paesi Bassi.

Gli sconfitti

Oltre ai liberaldemocratici del Vvd, hanno perso seggi anche il partito conservatore l'Appello cristiano democratico (Cda) e l'Unione Cristiana (ChristenUnie). Il perdente principale è però il partito di estrema destra Forum for Democracy, fondato nel 2016 come think tank dagli euroscettici Thierry Baudet e Henk Otten e passato dal 14,4% del 2019 ad appena il 2% di ieri. Nel commentare la sconfitta Rutte ha riconosciuto che i risultati "non erano quelli che voleva", ma ha assicurato che la stabilità del suo gabinetto non è stata messa in discussione. Rutte già alle precedenti elezioni del 2019 non aveva ottenuto la maggioranza al Senato, governando con D66, Cda e ChristenUnie, ma dovendo spesso negoziare accordi con oppositori di sinistra.

Coalizione rosso-verde

Proprio il Partito del Lavoro (PvdA) di centro-sinistra e GroenLinks (i Verdi), rivelatisi in precedenza collaborativi col governo, hanno ottenuto l'altro miglior risultato elettorale con 15 seggi, dopo aver creato in alcune province una lista congiunta al Senato. La coalizione rosso-verde promette di fare tutto il possibile per garantire che la coalizione "vada a sinistra". "Dove necessario, bloccheremo le leggi", ha detto Klaver, leader di GroenLinks, all'inizio di una riunione congiunta delle fazioni alla Camera dei Rappresentanti. I risultati migliori della lista congiunta di Labouristi e Verdi si sono avuti in città, facendo emergere una divisione netta tra voto urbano e rurale, finora rimasta dormiente. "Con un colpo di mazza, quel contrasto ora è davvero in primo piano", ha commentato il geografo elettorale Josse de Voogd.

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