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Sabato, 22 Giugno 2024
Scelte difficili

"Obbligare gli allevatori a vendere le loro attività", il consiglio Ue all'Olanda

Secondo l'emittente olandese Nos, un alto funzionario della Commissione europea avrebbe proposto questa soluzione al governo dei Paesi Bassi per risolvere la "crisi dell'azoto"

Insistere e obbligare alcuni agricoltori a vedere le loro attività. Lo avrebbe consigliato al governo dei Paesi Bassi Diederik Samsom a nome della Commissione europea, secondo quanto sostiene il quotidiano olandese Nos, dopo aver visualizzato alcuni documenti riservati, insieme con la piattaforma di ricerca Follow the Money. La notizia arriva dopo la clamorosa vittoria alle ultime elezioni provinciali del BoerBurgerBeweging (Bbb – Movimento dei Contadini e dei cittadini), che in questo modo ha ottenuto un alto numero di seggi al Senato, sorprendendo gli stessi vertici del partito.

Samson non è un funzionario qualunque. Già amministratore delegato di aziende di energie rinnovabili, eletto alla Camera con il Partito del Lavoro, attualmente è capo dello staff del commissario europeo Frans Timmermans, responsabile del Green Deal. In tale veste, spiega Nos, ha avuto un colloquio con alti funzionari del ministero dell'Agricoltura, della natura e della qualità degli alimenti.

Assenza di cooperazione

In questo momento quella agricola è la questione più calda e delicata in Olanda, come ha dimostrato la vittoria del Bbb, creato solo pochi anni fa proprio per tutelare gli interessi di agricoltori e allevatori. Questi ultimi sono sotto pressione a causa del "piano azoto", formulato dal governo guidato da Mark Rutte per abbattere le emissioni che stanno inquinando in maniera drammatica acqua e suoli.

Un contributo importante a questo avvelenamento diffuso proviene proprio dal settore agricolo, centrato sull'iperproduttività, l'uso massiccio di fertilizzanti e pesticidi, nonché su un trattamento intensivo del bestiame. Per questa ragione la ministra Christianne Van der Wal, per la quale è stato creato un apposito dicastero all'azoto, ha elaborato un vasto piano per l'abbattimento delle emissioni, che prevede anche la possibilità per lo Stato di acquistare le attività più inquinanti, pur di farle cessare.

Il Movimento dei contadini non vuole cooperare con l'esecutivo. Anche gran parte della Camera dei Rappresentanti non vede di buon occhio queste misure. Vista la scarsa collaborazione dei contadini, che non intendono rinunciare a metodi produttivi intensivi, neppure quelli situati in prossimità delle aree naturali più vulnerabili, il governo ha messo in conto, come opzione estrema, quella dell'acquisizione forzata delle proprietà.

Contro il guardrail

Secondo la Commissione europea, riferisce Nos, il buy-out obbligatorio è la ricetta per uscire sia dalla crisi ambientale che dall'impasse politico in cui si trova Rutte. La posizione dell'esecutivo europeo, secondo quanto rivela il quotidiano olandese, sarebbe stata espressa da Samson lo scorso novembre in una conversazione con alti funzionari olandesi. Riferendosi ai problemi dell'azoto, l'alto funzionario avrebbe detto che "l'Olanda è andata a sbattere contro il guardrail con l'auto piena", sostenendo poi che apportare modifiche al piano non risultava più utile. Samsono avrebbe affermato inoltre che "poiché la natura soffre troppo per la precipitazione dell'azoto, difficilmente si possono costruire nuove strade".

A livello formale Bruxelles non è responsabile del modo in cui i Paesi Bassi raggiungono i propri obiettivi di azoto. Alla Commissione spetterebbe solo controllare se gli Stati membri rispettano tutte le norme europee, e fornire semplici consulenze sul "come" perseguire gli obiettivi prefissati, ma l'ultima parola sulle modalità spetta ai governi nazionali. Da tempo Bruxelles valuta la possibilità di programmi di acquisto volontario, ma risulta molto severa al riguardo.

L'ipotesi dell'acquisto obbligatorio verrebbe letta con minore severità. In questo caso, secondo quanto avrebbe affermato Samson, si consentirebbe anche di pagare importi più elevati agli agricoltori o di farli firmare a condizioni più favorevoli. A proposito di queste rivelazioni il giornale olandese ha chiesto una risposta a Samsom, il quale dice di aver segnalato al ministero dell'Agricoltura solo le varie regole europee in materia di espropriazione e buy-out. "La scelta tra i due strumenti sulla base di altre considerazioni è ovviamente lasciata agli Stati membri", avrebbe sottolineato il funzionario.

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