Pesticidi, Parlamento Ue: "Più trasparenza sulle autorizzazioni al commercio"

Strasburgo approva la risoluzione finale della commissione speciale PEST, nata dopo lo scandalo dei Monsanto papers. Chiesto inoltre il riesame degli studi sul glifosato

Più trasparenza per tutelare la sicurezza alimentare. Il Parlamento europeo ha votato la relazione finale della commissione Pesticidi, nata a inizio 2018 come reazione alla controversa vicenda del glifosato e dei Monsanto papers. Con 526 a favore, 66 contrari e 72 astensioni, l’Eurocamera ha chiesto di rendere pubblici gli studi utilizzati nella procedura di autorizzazione di ogni pesticida, compresi tutti i dati e le informazioni a sostegno delle domande di autorizzazione. Strasburgo chiede inoltre di avviare un riesame sistematico di tutti gli studi disponibili sulla cancerogenicità del glifosato. 

“Abbiamo chiesto anche maggiori investimenti per le autorità competenti e per l’innovazione, affinché siano sviluppate alternative ai prodotti fitosanitari”, ha dichiarato Simona Bonafè del Pd. La relatrice ombra del testo votato dalla plenaria insiste sulla necessità “di un meccanismo di vigilanza post commercializzazione che monitori gli effetti che l’uso dei prodotti fisiosanitari hanno sulla vita dei cittadini”.

Il Parlamento ha dunque richiesto alla Commissione europea di proporre nuove misure per proteggere i gruppi vulnerabili e vietare l'applicazione di pesticidi sulle lunghe distanze in prossimità di scuole, strutture per l'infanzia, campi da gioco, ospedali e case di cura. 

“Abbiamo fornito risposte concrete ai cittadini che avevano perso la fiducia nelle procedure europee e che si aspettano cibo sano e sicuro”, ha commentato Giovanni La Via di Forza Italia. 

Con la relazione approvata, la commissione Pesticidi ha rispettato il mandato assegnatole dal Parlamento europeo, ovvero di valutare la procedura di autorizzazione dei pesticidi nell'Ue nel suo insieme e proporre misure per migliorarla. Affinché queste raccomandazioni non rimangano delle semplici dichiarazioni d’intenti è necessaria una proposta della Commissione europea per far partire un nuovo iter legislativo, probabilmente destinato a fare il suo corso nella prossima legislatura europea dopo le elezioni di maggio.

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