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Ue (di nuovo) contro l’Italia sui nitrati agricoli nell’acqua: individuare chi inquina

Un primo richiamo di Bruxelles risale al 2018. Ieri un altro avvertimento: il Governo ha due mesi per affrontare il problema. Nel mirino della Commissione anche la Germania

Non è abbastanza. Bruxelles apprezza lo sforzo dell’Italia che “ha portato ad alcuni progressi” sulla riduzione dell’inquinamento da nitrati nell’acqua, ma “sono necessarie ulteriori misure”. Di qui la nuova lettera di costituzione in mora inviata ieri dalla Commissione europea al Governo di Roma per la continua violazione delle regole Ue sulla salute umana e sulla tutela ambientale. L’Italia avrà due mesi “per affrontare le carenze individuate”, precisa l’esecutivo Ue. Trascorsi i quali la Commissione potrà proseguire con una nuova infrazione e sanzioni a carico del Belpaese.

I doveri degli Stati

La direttiva sui nitrati, la legge Ue che l’Italia è accusata di non rispettare, mira a ridurre l'inquinamento delle acque causato dai nitrati di origine agricola. Le regole europee assegnano agli Stati membri il compito di monitorare le loro acque e identificare quelle che sono inquinate o potrebbero subire alterazioni da nitrati provenienti da fonti agricole. Altro dovere degli Stati è quello di designare “le zone vulnerabili ai nitrati”, ossia le aree dalle quali proviene l’inquinamento delle falde perché scaricano in tali acque. Bruxelles chiede quindi di istituire “adeguati programmi d'azione in tali zone, con misure obbligatorie per gli agricoltori”. 

Una normativa sempre più rigorosa

Adottata per la prima volta nel 1991, la direttiva a ha avuto numerosi aggiornamenti che ne hanno reso più intransigente la disciplina. Negli ultimi anni, nel mirino di Bruxelles è finita anche la Germania, accusata di sforare i limiti all’inquinamento stabiliti in sede Ue. La disciplina è destinata a diventare ancora più rigorosa a seguito del Green Deal europeo. Il piano di abbattimento delle emissioni di CO2 e altri gas serra in atmosfera comprende infatti anche disposizioni stabilite per limitare al minimo pure l’inquinamento degli ecosistemi nell’Ue. Ma il contenzioso tra Ue e Italia sul caso nitrati è iniziato ben prima che venisse varato il piano per raggiungere le zero emissioni entro il 2050.

Gli avvertimenti di Bruxelles

Nel novembre 2018 la Commissione ha infatti inviato all'Italia una prima lettera di costituzione in mora, invitando le autorità a garantire la stabilità della rete di monitoraggio dei nitrati, a procedere a un riesame e proseguire nella designazione delle zone vulnerabili ai nitrati in varie regioni nonché ad adottare misure supplementari o azioni rafforzate per conseguire gli obiettivi della direttiva in diverse regioni. Successivamente si è svolto “un intenso dialogo con le autorità italiane”, ricorda la Commissione che riconosce i passi avanti fatti. “Tuttavia - si legge in una nota - sono necessarie ulteriori misure per affrontare i problemi rimanenti”. Nel frattempo “sono peraltro sorte alcune nuove problematiche, quali la riduzione di un periodo di chiusura continuo (durante il quale è vietata l'applicazione di fertilizzanti) e la mancata revisione di alcuni programmi d'azione regionali”. Di qui il nuovo provvedimento nei confronti dell’Italia. 

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