L'Ue vuole vietare l'esportazione in Paesi terzi dei pesticidi tossici proibiti sul suo territorio

Alcuni prodotti sono ritenuti pericolosi, ma vengono comunque venduti in altre nazioni con regole meno stringenti, a discapito della salute di altre popolazioni. Ora Bruxelles vuole dire basta

Foto Ansa EPA/SANJAY BAID

Se ci sono dei pesticidi ritenuti tossici e pericolosi, e che sono quindi vietati sul territorio dell'Unione europea, quegli stessi pesticidi non dovrebbero essere però prodotti per essere venduti in Paesi terzi, dove le restrizioni magari sono migliori. La Commissione si appresterebbe a dare una stretta alla pratica che in diversi Stati membri va avanti da tempo.

A settembre un report di Greenpeace Uk, Unearthed, e dalla Ong svizzera Public Eye, ha raccolto i dati più completi sulle esportazioni di pesticidi vietati dall'Ue. L'indagine ha permesso di ottenere centinaia di documenti emessi da aziende in tutta Europa che dimostrano l'intenzione di esportare 81.615 tonnellate di prodotti fitosanitari vietati. In totale, circa 9.500 tonnellate pari al 12% di quelle esportazioni pianificate, provenivano dall'Italia, il totale più alto dei paesi dell'Ue interessati, dopo la il regno Unito. Ma ora le cose potrebbero presto cambiare.

"Come possiamo giustificare la messa a rischio della salute e dell'ambiente di altri al di fuori dell'Ue con prodotti che non vogliamo utilizzare nell'UE per questioni di salute e ambiente?" ha dichiarato una fonte della Commissione a Euractiv, sottolineando che "dobbiamo assicurarci che la nostra legislazione applichi lo stesso approccio a ciò che permettiamo nel nostro mercato e ciò che esportiamo in altri mercati". "Non vogliamo solo rafforzare i controlli su ciò che importiamo nell'Ue, ma anche assicurarci che ciò che esportiamo sia sicuro" ha ribadito la fonte, aggiungendo che ciò deve essere in linea con l'impegno del Green Deal per aprire la strada alla salute e gli standard ambientali a livello globale.

Un portavoce del commissario all'Ambiente ha confermato che con la sua strategia sulle sostanze chimiche, la Commissione "vuole che l'Ue dia l'esempio e, in linea con gli impegni internazionali, garantisca che le sostanze chimiche pericolose vietate nell'Unione europea non siano prodotte per l'esportazione ", e per farlo si punterà anche a cambiare la legislazione esistente se necessario.

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