"Allevamenti intensivi, vulnerabili alle pandemie e colpevoli di crearle"

Secondo uno studio, il coronavirus darà il colpo di grazia al settore della carne rimasto vittima di un "ciclo di auto-sabotaggio". E Goldman Sachs avvisa gli investitori sul rischio di puntare sul bestiame

Un allevamento intensivo di maiali a Taiwan - foto archivio Ansa

Quasi tre grandi imprese su quattro nei settori della carne, del pesce e di latticini sono “ad alto rischio” di pandemia e sono ritenute incapaci di prevenire l’insorgere di nuove malattie tra i capi allevati. È quanto emerge dall’ultimo rapporto di Fairr, una rete di investitori e istituzioni che collaborano per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche legate agli allevamenti intensivi. Il documento conclude che il Covid-19 potrebbe essere il colpo di grazia all’industria della carne che si è dimostrata “a grave rischio di creare e diffondere una futura pandemia”.

I rischi dell'agricoltura intensiva

Lo studio nasce con lo scopo di offrire spunti su come la crisi attuale ha influenzato la produzione di cibi​ animali e la vulnerabilità del settore agli shock futuri. Ma mette anche in luce le eventuali responsabilità nel creare futuri rischi di pandemia. Jeremy Coller, fondatore di Fairr ha affermato che gli allevamenti intensivi sono“sia vulnerabile alle pandemie, che colpevoli di crearle”. “È un ciclo di auto-sabotaggio - aggiunge - che distrugge il valore e mette a rischio la vita”.

Prevenire un nuovo Covid

“Per evitare di provocare la prossima pandemia", sottolinea Coller, l'industria della carne deve affrontare tre questioni principali: "Il problema della mancanza di standard di sicurezza adeguati per cibo e lavoratori, il fatto che gli animali siano confinati in spazi ridotti e l'abuso di antibiotici”. Un processo di riforma del settore produttivi che “interromperà una catena di approvvigionamento” che comunque “si sta già spezzando per i limiti fondamentali di terra, acqua ed emissioni”.

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Goldman Sachs: carne? Pessimo investimento

La ricerca, intitolata "An Industry Infected", avverte gli investitori che l'industria della carne sarà soggetta a un maggiore controllo e regolamentazione, che probabilmente includeranno nuovi protocolli di biosicurezza per mitigare i focolai di malattie. La fragilità del settore ha portato la banca d'investimento Goldman Sachs a elencare la carne di allevamento come una delle due materie prime meno consigliare agli investitori per il prossimo anno. L’altra materia prima non raccomandata è il petrolio.

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