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Sabato, 10 Dicembre 2022
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L'Olanda vuole ridurre gli allevamenti. E gli agricoltori assaltano la casa della ministra

A incendiare le proteste la nuova politica per la riduzione dell'azoto, che potrebbe provocare la chiusura di numerose aziende agricole

Le proteste degli allevatori mettono a ferro e fuoco l'Olanda. La rabbia, che monta nel Paese da diversi mesi, è stata scatenata da un accordo di coalizione che ha stanziato 25 miliardi di euro per combattere le emissioni di azoto colpendo in primo luogo le aziende di bestiame. Le misure mirano a ridurre le emissioni fino al 70% in alcune regioni, incentivando la chiusura delle attività agricole più inquinanti.

Da un lato il nuovo Ministro per la Natura e l'azoto Christianne van der Wal-Zeggelink sta imponendo obiettivi sempre più severi, dall'altra il Ministro dell'Agricoltura Henk Staghouwer non è in grado di offrire indicazioni chiare agli agricoltori su come dovrebbero procedere. La narrativa ufficiale sostiene sia necessario un diverso approccio nelle coltivazioni e negli allevamenti, con metodi meno intensivi e più puliti. In pratica, però, si tratta di ridurre drasticamente le attività del settore, spingendo molte aziende a ridimensionarsi o scomparire.

Gli agricoltori olandesi si stanno perciò ribellando in massa, vedendo minacciate le basi delle loro attività. In molti si sono riuniti nella "Forza di difesa degli agricoltori", organizzando manifestazioni nazionali contro questa “politica dell'azoto” volta a ridurre le loro produzioni. Ad avvantaggiarsene della situazione è il partito politico Farmer-Citizen Movement, legato proprio alle rivendicazioni, la cui popolarità è in aumento. Gli esordi delle proteste risalgono al 2019, sotto forma di manifestazioni di disobbedienza civile da parte degli allevatori, che hanno utilizzato i trattori per bloccare le strade principali, occupare spazi pubblici e intimidire i funzionari.

In queste settimane però il livello della lotta si è alzato, con balle di fieno in fiamme sulla strada, ad esempio sulla A12 tra L'Aia e Utrecht. Alcuni trattori sono stati spostati verso l'abitazione privata del Ministro della Natura, dove gli agricoltori hanno sfondato una barriera di polizia, per poi bruciare fieno, lanciare petardi contro la casa mentre un'auto delle forze dell'ordine è stata spinta via e distrutta per permettere ai trattori di entrare in strada, come scrive il quotidiano NRC. Anche un'autocisterna di liquame è stata svuotata in strada. La polizia di Gheldria, la provincia dove è avvenuta l'azione, ha dichiarato all'agenzia di stampa ANP che gli agenti si sono trovati in "una situazione imminente e inaccettabile" di pericolo, che ha tardato il loro intervento.

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