rotate-mobile
Martedì, 16 Aprile 2024
La polemica

Polemica per la pubblicità pro-vegan sui bus: "Equipara gli allevatori ad assassini"

In Irlanda sotto accusa una campagna contraria agli allevamenti apparsa a Dublino. L'azienda di trasporti si difende: "Rispetta gli standard"

Piccola bufera sulla compagnia di trasporti Dublin Bus, accusata di aver autorizzato l'affissione sui suoi mezzi di manifesti pubblicitari pro-vegani. Si trattava di slogan che includono messaggi come: "È ora di smettere di usare prodotti animali" e finalizzati a ricordare che gli allevamenti costituiscono la principale fonte di emissioni dell'Irlanda. A finanziare la campagna, battezzata "Dairy Takes Babies from Their Mothers", cioè Il latte toglie i bambini alle loro madri, è stata Go vegan world, un'organizzazione senza scopo di lucro che lotta per favorire diete prive di prodotti animali.

Attacco alla società di trasporti

I manifesti sono apparsi nel periodo di Capodanno su circa 100 autubus in viaggio in tutta l'isola suscitando aspre critiche da parte del parlamentare Michael Collins, omonimo del politico e rivoluzionario impegnato per l'indipendenza irlandese. In questo caso la lotta non si è concentrata contro i britannici, ma ha preso di mira i vegani. "Dublin Bus sta consentendo la distruzione dell'agricoltura irlandese per miseri introiti pubblicitari", ha affermato Collins, asserendo che Go Vegan World stava diffondendo falsità tramite messaggi "altamente fuorvianti e tossici".

Il politico ha scatenato le sue critiche sia contro l'organizzazione vegana che nei confronti della società di trasporti. "Dobbiamo essere chiari sul fatto che queste pubblicità fanno parte di un assalto ideologico prolungato e continuo all'agricoltura irlandese che non si fermerà fino a quando l'allevatore che vende le sue azioni non sarà equiparato, in senso morale, a essere quasi come un assassino", ha scritto il politico in una dichiarazione inviata al portale Plant-based word. Collins ha poi accusato di incoerenza la compagnia di trasporti, che in precedenza aveva autorizzato sui suoi mezzi pubblicità a favore degli allevamenti. Tra queste c'era stata quella della Bord Bia, l'ufficio di promozione del cibo irlandese, che aveva acquistato spazi pubblicitari per promuovere la vendita e il consumo di alimenti derivati da animali, come carni e latticini.

La difesa di Dublin Bus

Collins, che si dichiara un grande sostenitore dell'agricoltura irlandese, ha voluto così manifestare il suo sostegno in favore di allevatori e pescatori durante questo "momento difficile" per il settore. Il politico irlandese è noto anche per le sue posizioni anti-abortiste e per aver sostenuto che l'Irlanda stava "perdendo la sua cultura" a causa degli immigrati, nonché per toni spesso accesi nei confronti di altri politici e membri del governo. La polemica scatenata da Collins nei confronti delle pubblicità vegane ha provocato la reazione della Dublin Bus, interessata a dimostrare che la campagna non violava alcuno standard pubblicitario. "I formati pubblicitari sono disponibili per tutti i marchi, le aziende e le organizzazioni", si legge nella dichiarazione rilasciata ad Agriland. "La pubblicità commerciale e le comunicazioni di marketing in Irlanda sono soggette alle regole e alle linee guida stabilite nel Code of Standards for Advertising and Marketing Communications in Ireland, come pubblicato e amministrato dalla Advertising Standards Authority for Ireland".

Attacchi continuano

I manifesti sono stati rimossi il 12 gennaio scorso, al termine della scadenza prevista. Ciò nonostante Collins sembra voler proseguire nei suoi attacchi, affermando di voler coinvolgere Charlie McConalogue, ministro irlandese dell'agricoltura, dell'alimentazione e della marina. Al fianco degli allevatori si è schierata anche la politica Carol Nolan, che pure ha chiesto al ministro di condannare le pubblicità pro-vegan. Dal canto suo Go Vegan World ha voluto evidenziare l'inefficacia delle proteste di Collins : "Prevediamo che verrà rivendicato il merito per aver costretto Dublin Bus a rimuovere gli annunci indipendentemente dal fatto che la campagna fosse già terminata", ha scritto l'organizzazione ribadendo il suo diritto alla libertà di espressione sugli spazi messi a disposizione da enti pubblici e parastatali.

Censura

Rispetto al contenuto delle pubblicità, l'ente ha precisato che "il settore lattiero-caseario prevede l'ingravidamento delle mucche affinché partoriscano e allattino, ma i vitelli vengono loro sottratti affinché non possano bere il latte che viene venduto agli esseri umani a scopo di lucro", si legge in un comunicato. "Le mucche vengono allevate in modo selettivo per produrre molto più latte di quello che produrrebbero naturalmente per nutrire i loro vitelli", ha sottolineato l'ente, che ha ricordato come non sia la prima volta che i rappresentanti dell'industria agroalimentare cercano di interferire con le loro azioni. Nel 2020, la società di trasporti Translink operativa in Irlanda del Nord aveva rimosso gli annunci dell'organizzazione in seguito alle lamentele dell'Ulster Farmers Union. Nel 2018, nel Regno Unito una sentenza dell'Advertising Standards Authority ("Asa") ha invece stabilito l'accuratezza da parte di un annuncio elaborato da Go Vegan sull'industria lattiero-casearia, dopo che sette denuncianti avevano protestato dopo la sua pubblicazione sul Sunday Telegraph.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Polemica per la pubblicità pro-vegan sui bus: "Equipara gli allevatori ad assassini"

AgriFoodToday è in caricamento