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Giovedì, 26 Maggio 2022
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Oltre 1milione di cittadini chiedono all'Ue di vietare il commercio di pinne di squalo

Iniziativa contro il metodo crudele di tagliarle a bordo e rigettare il pesce in mare. Ogni anno 3.300 tonnellate vengono esportate dall'Europa verso l'Asia, dove sono considerate una prelibatezza

Vietare l'importazione, l'esportazione ed il transito di pinne di squalo all'interno dell'Unione Europea. Questa la richiesta che giungerà presto alla Commissione europea grazie alla raccolta di oltre un milione di firme (1.202.122 per la precisione), all'interno dell'iniziativa "Stop finning - Stop the trade". I cittadini europei chiedono quindi la modifica della legislazione esistente, che ancora oggi permette il commercio e il transito delle pinne di squalo all'interno degli Stati membri. L'iniziativa è stata sostenuta da oltre 90 organizzazioni di protezione dell'ambiente e degli animali, tra cui la Sea Shepherd, una ong impegnata nella protezione e conservazione di tutte le forme di vita negli oceani.

Ogni anno oltre 70 milioni di squali muoiono per mano dell'uomo, spesso a causa delle loro pinne, utilizzate nella cucina orientale ma spesso pescate nei nostri mari. Nello stesso arco di tempo, sono 3.500 le tonnellate di pinne che vengono esportate dall'Europa verso l'Asia. Tra le prime 20 nazioni a livello mondiale in fatto di pesca degli squali si trovano tre Stati dell'Ue. Gli squali, in cima alla catena alimentare, sono essenziali per la vita negli oceani, ma la loro estinzione è già in corso. Molte specie di questo predatore hanno già perso dal 90 al 99% della loro popolazione. "L'estinzione è per sempre", afferma il capitano Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd.

Per ottenere le prelibate pinne, i pescatori spesso ricorrono al “finning”, la pratica con cui le pinne vengono tagliate a bordo del peschereccio mentre lo squalo viene poi rigettato in mare, dove morirà per asfissia o dissanguato. Nell'Unione europea questo metodo cruento è ufficialmente vietato dal 2013, grazie ad una direttiva che impone di portare gli squali a terra interi. Tuttavia, la legge non ha interrotto del tutto certe pratiche. Le catture sono diminuite solo inizialmente, per aumentare di nuovo negli anni successivi. In diversi casi, durante dei controlli sono state scoperte anche pinne di specie protette provenienti dalla pesca in Europa. Una volta sul mercato, risulta impossibile risalire ai responsabili di eventuali violazioni.

I voti raccolti tramite la campagna Stop Finning permetteranno di avviare un procedimento al termine del quale la Commissione europea dovrà esprimersi a proposito della legislazione vigente, eventualmente decidendo di proporre una direttiva in materia. Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia, ha espresso grande soddisfazione per il risultato raggiunto, che conferma la volontà di numerosi cittadini europei di voler contrastare questo tipo di commercio. La soglia minima assegnata ad ogni Paese doveva essere superata da almeno 7 nazioni europee, ma i dati sono andati ben oltre le speranze, con 17 Paesi posizionatisi sopra la soglia richiesta. Oltre all'Italia, a superare la quota loro assegnata ci sono: Austria, Francia, Germania, Ungheria, Malta, Olanda, Belgio, Croazia, Finlandia, Danimarca, Irlanda, Grecia, Cechia, Lussemburgo, Portogallo e Spagna. Nel nostro Paese sono state raccolte oltre 70mila firme, mentre i Paesi con le punte di partecipazione più elevate sono state Germania, Francia e Austria.

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