Ue firma accordo commerciale con il Vietnam. L'Italia torna a protestare sul riso asiatico

Coldiretti: “Si dà il via libera all’ingresso a dazio zero di 80mila tonnellate di prodotto lavorato, semilavorato e aromatico accusato di essere ottenuto con il lavoro minorile”

Via libera ai trattati di libero scambio tra Ue e Vietnam. Il Consiglio Ue ha approvato il trattato commerciale e quello sugli investimenti, che verranno firmati domenica prossima ad Hanoi dal commissario al Commercio Cecilia Malmstroem e dal ministro rumeno per il Commercio Stefan Radu Oprea. Secondo le istituzioni Ue i trattati porteranno benefici alle aziende, ai consumatori e ai lavoratori sia dell'Ue che del Vietnam. Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker saluta "con favore la decisione presa oggi dagli Stati membri dell'Ue”, sottolineando che “dopo Singapore, gli accordi con il Vietnam sono i secondi che vengono conclusi con un Paese dell'Asia Sud Orientale, e rappresentano un passo importante verso un'intensificazione dei rapporti tra l'Ue e quella regione". Per Juncker "gli accordi sono anche una dichiarazione politica da parte di due partner ed amici che sostengono insieme un commercio aperto, equo e fondato sulle regole".

Le critiche della Coldiretti

Non la pensa così la Coldiretti che con il presidente, Ettore Prandini, sostiene che con l’accordo di libero scambio l'Ue dia “il via libera all’ingresso a dazio zero di 80mila tonnellate di riso lavorato, semilavorato e aromatico accusato di essere ottenuto con il lavoro minorile secondo la denuncia del Dipartimento del lavoro statunitense”. Per Prandini si tratta di “una decisione sbagliata e contraddittoria in virtù della difficile situazione del comparto e della decisione dell’Unione Europea che da metà gennaio 2019 ha messo finalmente i dazi sulle importazioni provenienti dalla Cambogia e dalla Birmania (ex Myamar) che fanno concorrenza sleale ai produttori italiani”.

Confaglicoltura: "Mercato Ue invaso"

Dal canto suo il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, denuncia che “a sei mesi dall’introduzione della clausola di salvaguardia, che ha arginato le importazioni di riso Indica dal Sud Est Asiatico, il mercato europeo è nuovamente invaso da importazioni a dazio zero di riso dal Myanmar, questa volta del tipo Japonica”. Per Giansanti “occorre controllare che le importazioni dalla Birmania non siano riferibili al tipo Indica, fatto passare per Japonica per aggirare la clausola di salvaguardia”.

La struttura imprenditoriale del Vietnam

Il Vietnam è un Paese di 94 milioni di abitanti, che ha una struttura imprenditoriale simile a quella italiana costituita per il 96% da piccole e medie imprese, attive in particolare nei settori dei macchinari e della tecnologia, spiega Promos, struttura nazionale del sistema camerale a supporto dell'internazionalizzazione. In Vietnam, dove è stato recentemente in visita ufficiale il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, operano una cinquantina circa di aziende italiane e i settori nei quali sono presenti le maggiori opportunità per le nostre imprese sono macchinari, materie plastiche e petrolio raffinato. I rapporti economici tra Italia e Vietnam sono in costante crescita: l'interscambio commerciale tra i due paesi negli ultimi cinque anni è raddoppiato, superando nel 2015 i 4 miliardi di euro, permettendo all'Italia di posizionarsi al quarto posto tra i partner commerciali dello Stato asiatico tra i Paesi dell'Unione Europea, con una quota sul totale del 10,4%.

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