La scadenza del latte fresco italiano non verrà allungata per aumentare le vendite

L'ipotesi era stata paventata viste le difficoltà nelle consegne da parte della grande distribuzione e nelle esportazioni. Il ministero: "È un'eccellenza, ne garantiremo la qualità"

Foto Ansa, Stefano Vecchi

I rallentamenti nella grande distribuzione, dovuti alla pandemia di coronavirus, stanno creando molti problemi ai produttori di prodotti freschi o facilmente deperibili, perché allungando i tempi della loro consegna, si restringono quelli della possibilità di consumo. Per questo era stata paventa la possibilità di consentire un allungamento della scadenza del latte fresco pastorizzato dal sesto giorno successivo a quello del trattamento termico sino al dodicesimo giorno, visto anche il crollo, da taluni ritenuto ingiustificato, del prezzo al litro pagato agli allevatori.

Le rassicurazioni del ministero

Ma l'ipotesi è stata scongiurata definitivamente anche dal Ministero delle Politiche Agricole, in una risposta ad una interrogazione parlamentare. "Il latte fresco italiano è un'eccellenza unica in Europa, vanto nazionale invidiato anche da altri Paesi. Si tratta di un prodotto facilmente deperibile la cui qualità è garantita non solo attraverso i severi disciplinari di produzione che ne preservano le qualità organolettiche ma anche mediante costanti verifiche sulla tracciabilità. Non è, pertanto, in discussione l'apporto di alcuna modifica alla legge”, ha assicurato il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L'Abbate. A salvaguardia del prezzo del latte e del reddito degli allevatori “invitiamo i produttori ad aiutarci a contrastare gli eventuali fenomeni distorsivi di mercato connessi all'emergenza epidemiologica Covid-19”, ha chiesto L'Abbate, assicurando che “il sistema di controlli sono eseguiti costantemente e ininterrottamente dall'ICQRF", l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari.

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Danni per gli allevatori

Un eventuale allungamento della scadenza del latte fresco pastorizzato o l'incentivo all'ingresso di prodotti dall'estero, avrebbe instaurato una pericolosa concorrenza economica a danno degli allevatori italiani proprio in un momento in cui il legame con i prodotti del territorio andrebbero valorizzati e sostenuti. “Le scelte degli italiani in questi due mesi di stop sono ricadute soprattutto sul latte a lunga conservazione, compromettendo ulteriormente i produttori. Allungare la scadenza del latte fresco di qualità esporrebbe il prodotto alla competizione sul mercato con quello a lunga conservazione, anche importato, danneggiando una filiera preziosa per qualità e ricadute occupazionali", ha dichiarato Luciano Cillis, portavoce del MoVimento 5 Stelle in commissione Agricoltura alla Camera, e autore dell'interrogazione.

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