Le aziende agricole italiane sempre più “rosa”, soprattutto al sud

Secondo uno studio della Coldiretti oltre una su quattro è guidata da una donna, e gran parte di queste si trova nelle regioni del Mezzogiorno

Le donne sono sempre più protagoniste dell'agricoltura italiana, non solo come lavoratrici ma anche come leader d'impresa. Nel nostro paese più di una azienda agricola su quattro è guidata da donne con il 45% delle circa 215mila imprese "in rosa" che si concentra al sud dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria alla Campania, dalla Basilicata al Molise. È quanto emerge da un'elaborazione di Coldiretti su dati Unioncamere in occasione della Giornata mondiale delle donne rurali.

Laboratorio di idee

"Lo spazio femminile è un laboratorio di idee e un'opportunità di impegno verso la collettività che intendiamo promuovere con continuità in un rapporto di equilibrio tra dirigenti, istituzioni e società”, ha dichiarato Monica Merotto, allevatrice di bovini Limousine e produttrice di olio e vino in Toscana, appena eletta come nuova responsabile nazionale di Donne Impresa Coldiretti la maggiore associazione femminile di categoria. “La compagine femminile di Coldiretti è da sempre espressione di una presenza costante delle donne nel settore agricolo alla quale si stanno aggiungendo anche innesti da altri settori professionali per una scelta di vita di ritorno alla terra. Si tratta di una sana contaminazione e in un'espressione massima di confronto su cui baseremo la nostra attività", ha aggiunto Merotto.

Coniugare mercato e ambiente

Nella loro azione imprenditoriale - spiega Coldiretti - le agricoltrici italiane hanno dimostrato una grande capacità di coniugare la sfida con il mercato ed il rispetto dell'ambiente, la tutela della qualità della vita, l'attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità diventando protagoniste in diversi campi: dalle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole ai servizi di agritata e agriasilo, dalle fattorie didattiche ai percorsi rurali di pet-therapy, fino agli orti didattici, mercati di Campagna Amica e l'agriturismo.

Percorsi formativi diversi

Un altro elemento di novità, rileva Coldiretti, è l'arrivo sui campi di imprenditrici che hanno seguito percorsi formativi diversi dall'Agricoltura: da scienze politiche a sociologia, da giurisprudenza a economia, da scienze della comunicazione a ragioneria, dal marketing alla consulenza aziendale. Importante anche la "quota giovane", sottolinea Coldiretti, con il 25% delle aziende femminili guidate da ragazze under 35 che hanno puntato sull'uso quotidiano della tecnologia per gestire sia il lavoro che lo studio, magari usando lo smartphone per controllare gli animali in stalla nelle pause di studio all'università oppure per gestire on line acquisti e prenotazioni in agriturismo, oppure per fare ricerche per recuperare varietà perdute di frutti locali o ancora per portare il vino Made in Italy in tutto il mondo.

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