De Castro all'Ue: “Fermi il miele cinese prodotto con metodi artificiali”

L'eurodeputato del Pd chiede l'intervento della Commissione: “Combatta la concorrenza sleale e impedisca ulteriori frodi a danni di consumatori e produttori europei”

Ansa EPA/NIC BOTHMA

"Non possiamo permettere che miele prodotto con metodi artificiali o con l'aggiunta di sostanze estranee, come avviene legalmente in Cina, possa entrare liberamente in Europa, e in più senza pagare dazio. Per questo chiediamo alla Commissione europea come intenda agire per evitare ulteriori frodi a danno dei consumatori e dei produttori europei che subiscono sui prezzi una concorrenza sleale". Lo scrive Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, su sollecitazione delle associazioni di apicoltori italiane, preoccupate per il mancato rispetto degli alti standard di produzione Ue da parte del miele d'origine cinese.

"Alla base del problema sono le profonde differenze - scrive l'europarlamentare Pd - tra gli standard di produzione: mentre nell'Ue il miele prodotto dalle api deve essere essiccato e maturato nell'alveare senza l'aggiunta di sostanze estranee, in Cina non c'è l'obbligo di rispettare il processo naturale di disidratazione operato dalle api, lasciando spazio a lavorazioni industriali che possono modificare sostanzialmente il prodotto finale".

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"Si tratta di concorrenza sleale sul prodotto di alta qualità made in Italy, proprio quando la nostra apicoltura, dopo anni di malattia e moria delle api, sta conoscendo un vero e proprio boom passando dalle 3.000 tonnellate del 2002 alle 22.000 del 2018. Questa evoluzione - conclude De Castro - è però ancora fragile e va protetta dalle importazioni di miele cinese che nel 2018 in Italia hanno superato 1,9 milioni di tonnellate" conclude De Castro.

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