L'Europa vuole lo stop ai prodotti a qualità differenziata tra gli Stati

Risoluzione votata a Strasburgo: cibi con lo stesso brand devono essere uguali in tutti i Paesi Ue

ANSA/LUCA ZENNARO

Un prodotto venduto con la stessa marca e confezione deve contenere gli stessi ingredienti in tutta Europa: questo è il principio affermato ieri dall’Eurocamera in una risoluzione approvata con 464 voti a favore, 69 contrari e 17 astensioni. Sulla stessa materia è in discussione anche una modifica alle attuali direttive in materia che sarà votata a novembre in commissione Mercato interno. Il problema della qualità differenziata tra prodotti con lo stesso brand in Paesi diversi è stato evidenziato da recenti studi che hanno dimostrato come in alcuni Stati dell’Est Europa vengono venduti bastoncini di pesce con meno pesce, pane a fette con meno farina di grano, e aranciate prive di arancia. Gli eurodeputati definiscono queste pratiche come “un’inaccettabile discriminazione” ai danni dei consumatori.

La risoluzione approvata ieri mira a mettere un freno ai prodotti a qualità differenziata, inclusi beni di consumo non alimentari come cosmetici, detersivi e prodotti per neonati. Lo studio del Parlamento ha infatti evidenziato differenze di contenuto anche in articoli di questo genere messi in commercio da alcuni marchi che, secondo gli eurodeputati, non avrebbero alcun rispetto delle aspettative dei consumatori.

“Le preferenze dei consumatori” precisa la relazione approvata “non dovrebbero essere adoperate come scusa per abbassare la qualità o usare diversi livelli di qualità a seconda del mercato”. La relatrice del testo, la parlamentare ceca Olga Sehnalová ha precisato che il gap di qualità tra prodotti venduti in Paesi differenti “minacciano la fiducia dei consumatori nel giusto funzionamento del mercato interno dell’Ue”. È una stortura che dunque richiede “una risposta a livello europeo”.

I parlamentari invitano le aziende a includere nell’etichetta un logo che certifichi il rispetto degli standard qualitativi in tutti i paesi dell’Unione. L’Eurocamera intende comunque inserire lo stop alla qualità differenziata con una modifica alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali, che potrebbe essere approvata entro la fine della legislatura.

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