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Domenica, 29 Maggio 2022
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Contro la mosca mediterranea, l'Ue impone trattamento a freddo per arance importate da Paesi terzi

È un parassita, diffuso in Nord Africa, che colpisce gli agrumi e rischia di distruggere le coltivazioni italiane. La sua popolazione è aumentata con il cambiamento climatico

Trattamento a freddo obbligatorio per le arance importate nell'Unione europea provenienti da Paesi terzi in cui è presente la Thaumatotibia leucotreta, nota anche come come tignola o mosca mediterranea degli alberi da frutta. La misura servirà a garantire che gli agrumi siano esenti dall’organismo nocivo, potenzialmente distruttivo delle produzioni agrumicole europee. La decisione è stata approvata dal Comitato Permanente per la salute delle piante dell'Ue (Scopaff), accogliendo le pressioni dei principali Paesi produttori di agrumi. La misura non riguarderà i mandarini e i pompelmi, né le arance provenienti da Israele, dove pure è presente questo parassita, poiché in entrambi i casi il rischio di trasmissione è considerato basso.

Perché questo parassita è così dannoso

La mosca mediterranea, presente soprattutto in Paesi del Nord Africa, come l'Egitto, è nella top 20 delle malattie delle piante nell'Ue. Evitare che si radichi in Europa è considerata una priorità, dato il suo grande impatto economico, ambientale e sociale. Si tratta di un parassita altamente polifago, che colpisce i frutti durante la fase di maturazione e ha l’abitudine di spostarsi da una coltura all’altra senza difficoltà. Anche se gli agrumi tendono ad essere interessati da attacchi di minore entità, negli ultimi anni si sono registrati casi più gravi probabilmente in seguito all’arrivo di specie più resistenti. I frutti colpiti da mosca mediterranea presentano delle larve all’interno della polpa, evento che li fa marcire e cadere dai rami rendendoli inservibili per la vendita.

A facilitare la sua diffusione negli ultimi anni, anche il cambiamento climatico, dato che gli attacchi più gravi di questo parassita avvengono dopo inverni miti. Per essere deposte le uova richiedono temperature ideali comprese tra 16° e 30° C. Anche prima che fosse dichiarato parassita da quarantena nel 2018, è stato sistematicamente rilevato nei numerosi controlli portuali sulle importazioni di agrumi da Paesi terzi. In quell'anno, inoltre, questo patogeno è stato rilevato in una serra tedesca ed è stato avvistato occasionalmente in Danimarca, Spagna, Finlandia, Paesi Bassi, Italia, Svezia e Regno Unito. Se questo insetto dovesse insediarsi nelle aree agrumicole europee, la sua eradicazione sarebbe difficile a causa della mancanza di insetticidi autorizzati.

Lo sviluppo di un trattamento a freddo di circa 18 giorni a una temperatura di poco superiore agli zero gradi è in grado di abbattere sia le uova che le larve. Dall'entrata in vigore dell'emendamento, le regole sulla tignola riguarderanno tutti i Paesi che esportano agrumi nell'Unione Europea, in cui sia stata rilevata la presenza del parassita. La norma include anche un incremento dei controlli alle frontiere. La notizia è stata salutata con soddisfazione da diversi Paesi europei produttori di arance, come Italia, Spagna, Francia e Portogallo. Nel nostro Paese, il successo è stato rivendicato da Confagricoltura, dall'Alleanza delle Cooperative Italiane–Agroalimentari e dalla Cia–Agricoltori Italiani, che nelle scorse settimane avevano sensibilizzato il Ministero per le politiche agricole, nonché le istituzioni Ue. Nella produzione europea di arance, l'Italia si piazza al secondo posto, preceduta dalla Spagna. ll trattamento a freddo per le importazioniè una misura già adottata negli Stati Uniti, in Australia e in diversi Paesi Asiatici, come Giappone, Cina, India.

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