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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Innovazione

La Cina produce i primi maiali al mondo clonati interamente da robot

L'eliminazione della mano umana avrebbe migliorato la percentuale di successo della tecnica. Il Paese punta a ridurre la dipendenza dalle importazioni di bestiame da riproduzione

Il primo maiale clonato interamente da un robot, senza l'aiuto di un essere umano, potrebbe essere commercializzato in tempi non lontani. La scoperta è stata comunicata dallo staff dell'Università cinese Nankai di Tianjin e intende supportare i consumi del popolo più goloso di piatti a base di carne suina, senza dover ricorrere alle importazioni dall'estero di capi da riproduzione. L'impresa si è realizzata lo scorso marzo, quando una madre surrogata ha dato alla luce sette maialini clonati presso il College of Artificial Intelligence della Nankai University di Tianjin. "Ogni fase del processo di clonazione è stata automatizzata e non è stata coinvolta alcuna operazione umana", ha dichiarato Liu Yaowei, membro del team che ha sviluppato il sistema. Secondo il ricercatore, l'uso dei robot ha anche aumentato il tasso di successo della tecnica, dato che sarebbero state ridotte le probabilità di danneggiare le cellule durante la complessa procedura.

L'obiettivo è quello di sviluppare questo sistema automatizzato in maniera tale da creare un “kit di clonazione” che qualsiasi azienda o istituto di ricerca potrebbe acquistare al fine di liberare gli scienziati dalla clonazione manuale, che richiede molto tempo e lavoro. Queste le prospettive dichiarate da Pan Dengke, un ex ricercatore dell'Accademia cinese delle scienze agricole che ha contribuito a produrre il primo maiale clonato in Cina nel 2005, divenuto poi fondatore della Clonorgan Biotechnology di Chengdu, un'azienda incentrata sugli xenotrapianti, nonché sull'allevamento e la riproduzione di suini geneticamente modificati. Pan aveva l'abitudine di creare oltre 1.000 cloni a mano ogni giorno, in un processo che comportava impegno e dolori alla schiena.

Come spiega il South China Morning Post, per clonare un embrione vitale in laboratorio la tecnica più comune è il trasferimento nucleare di cellule somatiche, che richiede un lavoro minuzioso condotto al microscopio. Sono necessarie sia un ovocita, sia una cellula corporea, detta anche cellula somatica, prelevata dall'animale da clonare. I ricercatori rimuovono il nucleo dalla cellula uovo, che può provenire da un altro animale, e lo sostituiscono con quello della cellula corporea. In realtà già nel 2017, lo stesso gruppo dell'Università di Nankai aveva prodotto i primi maialini clonati al mondo ricorrendo all'aiuto dei robot, ma all'epoca alcune procedure, tra cui la rimozione del nucleo dell'ovocita, dovevano ancora essere eseguite da un essere umano. Solo oggi gli algoritmi di controllo sono stati migliorati dai ricercatori al punto tale che le operazioni sono interamente automatizzate.

I dettagli tecnici dell'operazione dovrebbero presto apparire sulla rivista Engineering in un documento al momento sottoposto a revisione paritaria (cosiddetta peer review). Lo studioso Liu ha comunicato che negli ultimi cinque anni il team è stato in grado di migliorare il tasso di successo dello sviluppo di embrioni clonati, passando dal 21% al 27,5%. Un incremento notevole rispetto al 10% di successo riscontrato nelle operazioni manuali. "Il nostro sistema basato sull'intelligenza artificiale è in grado di calcolare la tensione all'interno di una cellula e di indirizzare il robot a usare una forza minima per completare il processo di clonazione, riducendo così i danni alle cellule causati dalle mani umane", ha aggiunto lo studioso.

La Cina è il più grande consumatore di carne suina al mondo, e mira a diventare autosufficiente, soprattutto adesso, in un periodo così complesso per la sicurezza alimentare globale, in cui teme possano essere attuate restrizioni sulle importazioni da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi occidentali. Per i ricercatori la tecnica di clonazione robotica, e più in generale la scienza della micro-manipolazione delle cellule, potrebbe avere un'ampia gamma di applicazioni, tra cui la riproduzione assistita e l'allevamento selettivo. Mentre l'Ue chiede ai suoi cittadini di ridurre i consumi di alimenti a base animale, la Repubblica popolare si appresta a preparare i prossimi piatti di maiale in agrodolce con carni frutto della clonazione robotica.

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