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Sabato, 13 Agosto 2022
Innovazione

"Dal fotovoltaico va tolto il limite autoconsumo in agricoltura”

La Cia chiede a Bruxelles di eliminare i vincoli sulla produzione energetica. Gli impianti renderebbero le aziende rurali più sostenibili sul piano ambientale ed economico

Il primo passo per il fotovoltaico in agricoltura è arrivato, ma c'è chi chiede di andare oltre, eliminando i limiti finora stabiliti dalla normativa autorizzata dall'Unione europea. In particolare, a spingere per sopprimere il vincolo dell'autoconsumo c'è la Cia – Agricoltori italiani, che reputa il fotovoltaico sui tetti agricoli come “una grande opportunità per ammodernare e rendere più efficiente il sistema produttivo agricolo”.

Questi impianti aiuterebbero le imprese ad essere più sostenibili sia sul piano economico che su quello ambientale e sociale. Il limite dell’autoconsumo, secondo la confederazione, rischia però “di ridurre drasticamente la portata e l’efficacia degli investimenti per il settore”. La misura è stata approvata dalla Commissione Ue all'interno del Pnrr, affinché un fondo di 1,2 miliardi di euro aiuti a sostenere la realizzazione di impianti fotovoltaici sulle strutture produttive agricole.

Dopo il via libera di Bruxelles, tocca adesso all'Italia di passare alla fase attuativa, ma la Cia chiede al governo di fare pressione nei confronti dell'esecutivo europeo, affinché modifichi rapidamente le norme sugli aiuti di Stato in agricoltura. Nello specifico, domanda che vengano riconosciuti dei sussidi anche alle imprese agricole che realizzano impianti fotovoltaici della potenza superiore all’autoconsumo. La misura rischierebbe altrimenti di avere un effetto “limitato e circoscritto”, senza riuscire a produrre i risultati attesi.

La modifica, evidenzia Cia, è dettata anche dalla situazione di emergenza del settore energetico ed alimentare, esplosa con la guerra in Ucraina, che ha amplificato enormemente i costi per la produzione. Tra le azioni da intraprendere il presidente di Cia Massimo Fini propone di considerare come energia “autoconsumata” quella utilizzata da tutti coloro che aderiscono a una “Comunità energetica”, assicurando in questo modo aiuti alle aziende agricole per impianti di potenza superiore rispetto ai bisogni energetici interni.

“Attraverso le Comunità energetiche rurali saremo in grado di sostenere il tessuto produttivo delle aree interne e marginali, le comunità di quei territori e le politiche sociali degli Enti locali che potrebbero così assicurare sostegno anche alle fasce meno abbienti della popolazione”, ha concluso Fini. Tramite l'agrivoltaico, sottolinea ancora l'organizzazione, il settore agricolo potrebbe contribuire rapidamente alla produzione energetica da fonti rinnovabili, realizzando un sistema virtuoso e rendendosi protagonista della sostenibilità ambientale e sociale.

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