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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Innovazione

Dopo la carne in provetta arriva il "latte di mucca senza mucche"

La start-up israeliana Imagindairy ha già raccolto 13 milioni di euro per sviluppare l'alimento a partire dalle proteine dei funghi. L'azienda garantisce che avrà lo stesso sapore del latte bovino, ma gli allevatori contestano

Entro il 2023 potremmo trovare nei negozi del latte di mucca prodotto senza il contributo del bovino principe della produzione casearia. La Imagindairy, la start-up israeliana che lo sta sviluppando, assicura che avrà lo stesso sapore e aspetto del “vero” latte, ma senza lo sfruttamento di animali. Le proteine, siero e caseina, vengono sviluppate in laboratorio da funghi o altri microrganismi vegetali. Per questa ragione, è stato ribattezzato come il primo "latte di mucca senza mucche". La Imagindairy ha già raccolto circa 13 milioni di dollari di investimenti. Userà l'intelligenza artificiale per programmare il Dna inserito nei funghi usati per far crescere la proteina. Il dottor Eyal Afergan, co-fondatore e amministratore delegato, paragona questo processo alla "fermentazione della birra dal lievito". Già da tempo sono già in commercio qualità di latte che non vengono dalle mucche, come il latte d'avena, di riso o di soia. Le differenze nel gusto restano però consistenti. La start-up israeliana assicura invece che questo processo riproduce in modo identico la consistenza del latte originale, senza alterazioni nel sapore, ma con una serie di vantaggi in aggiunta. Mancheranno infatti zuccheri e grassi, nonché il lattosio, cui molte persone al mondo sono intolleranti o sensibili. L'assenza delle mucche dovrebbe inoltre garantire un drastico abbattimento delle emissioni globali di metano, riducendo l'impatto dell'allevamento di bestiame da latte sul cambiamento climatico e la deforestazione.

Un'ondata di investimenti

Il processo per coltivare proteine artificiali del latte non è una novità, esistendo da circa 40 anni. Si tratta però di un processo costoso, mentre la tecnologia di Imagindairy offre un modo più conveniente, secondo quanto sostiene l'azienda. Le partnership sono già state avviate con aziende casearie in Israele e Stati Uniti, per fornire latte in polvere che possa essere utilizzato anche nella produzione di formaggi e yogurt. I fondi raccolti dalla start-up israeliana non costituiscono un'eccezione. In base ai dati forniti dal Good Food Institute (Gfi), un'organizzazione no-profit che sostiene la produzione di proteine senza animali, nel 2021 gli investimenti in questo settore sono esplosi, raggiungendo 1,3 miliardi di dollari. L'anno scorso non avevano superato la soglia dei 600 milioni. A Singapore nel 2020 era arrivato il primo via libera alla vendita ai consumatori di carne creata in laboratorio. L'ente di regolamentazione alimentare, la Singapore Food Agency, ha infatti approvato i bocconcini di pollo prodotti in bio-reattori dalla start-up statunitense Eat Just. "Mancherà sempre qualcosa. Gli elementi principali potrebbero esserci, ma non tutto quello che si trova nel latte di mucca", ha dichiarato invece Guardian Tom Dunne, vicepresidente della associazione europea di allevatori di bestiame da latte (European Dairy Farmers), che contesta in modo netto la possibilità di ricreare il latte di mucca in laboratorio. Dunne ha concluso affermando: "Le mucche sono un sistema naturale di produzione del latte vecchio di milioni di anni. Vuoi nutrire i tuoi figli con qualcosa proveniente da un laboratorio e poi scoprire solo dopo che potrebbe non essere del tutto giusto? È roba da Frankenstein".

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