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Foto Ansa Claudio Peri

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Dimezzata la richiesta di riduzione delle giornate di pesca nel Mediterraneo occidentale

Dal 15 per cento della proposta iniziale della Commissione si scende al 7,5 per cento per non gravare troppo su un settore già fortemente colpito dalla crisi del coronavirus. Esultano le cooperative: “Risultato soddisfacente e in linea con la tutela delle risorse ittiche”

C'è voluta una maratona negoziale di 24 ore ma alla fine i ministri europei riuniti nel Consiglio Ue sono riusciti a trovare un accordo che dimezza di fatto la riduzione inizialmente richiesta delle giornate di pesca per il prossimo anno, che aveva fatto insorgere il settore in Italia. Per il Mediterraneo occidentale nel 2021 sarà del 7,5%, la metà di quanto proposto inizialmente dalla Commissione. Lo ha annunciato il commissario Ue alla Pesca Virginijus Sinkevicius sintetizzando la decisione presa dai ministri riuniti dopo una trattativa particolarmente difficile perché includeva anche le quote per il Nord Atlantico e il Mare del Nord, legate alle trattative sulla Brexit.

Il difficile accordo

I ministri hanno deciso di rinnovare il 25% delle quote 2020 per gli stock condivisi con il Regno Unito, con l'impegno a tornare sulla questione una volta che siano state definite le nuove relazioni tra Bruxelles e Londra. Per quanto riguarda il Mediterraneo, il compromesso finale, che riguarda principalmente i pescherecci da traino, è per una riduzione dello sforzo del 7,5% "che si aggiunge a quella del 10% decisa per il 2020", ha detto Sinkevicius. La Commissione proponeva il 15% in più, mentre Italia, Spagna e Francia chiedevano di mantenere il 10%. "Quello sul Mediterraneo e Mar Nero è stato uno dei compromessi più difficili da raggiungere", ha detto la presidente di turno del Consiglio Agricoltura, la tedesca Julia Kloeckner. "C'è rammarico che i ministri non siano stati pronti ad accordarsi su un target più ambizioso allineandosi ai pareri scientifici sul sovrasfruttamento degli stock ittici. Ma con l'accordo di stanotte rimaniamo in linea con l'obiettivo per le rese massime sostenibili del 2025", ha aggiunto Sinkevicius.

L'Italia esulta

Per l'Italia è una buona notizia. "Il negoziato è stato molto complesso ma siamo molto soddisfatti del risultato", ha dichiarato la ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, spiegando che "i nostri piani nazionali già prevedevano un 15% in meno ma l'emergenza Covid ha duramente colpito il settore, colpito dalla forte riduzione di richieste di pesce legata alla crisi del settore horeca, e la scelta sarebbe stata inaccettabile". “La pressione che è stata messa in campo da tutti noi, dalle marinerie italiane fino alle sponde francesi e spagnole, sostenuta anche da larga parte del mondo politico con assessori e sindaci di molte regioni e città di mare, ha prodotto effetti positivi", ha esultato l'Alleanza Cooperative pesca, complimentandosi Bellanova per aver “portato a casa un risultato soddisfacente, in linea con la tutela delle risorse ittiche, senza eccessive e ulteriori limitazioni alla pesca professionale”. Questo, ha aggiunto l'Alleanza, “ci consente di affrontare il 2021 con maggiore ottimismo, nonostante le grandi difficoltà economiche che sta attraversando il settore".

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