Copagri: progetto di legge sulla semplificazione necessario ma da perfezionare

La Confederazione: “Male l'eliminazione dell'obbligo di stipulare contratti scritti per la cessione dei prodotti agricoli e alimentari, nel caso in cui il contraente sia un coltivatore diretto”

"Le aziende agricole passano circa cento giornate lavorative l'anno, pari a quasi un terzo delle totali, ad affrontare problemi di carattere burocratico e amministrativo; per questo motivo quello della semplificazione e dell'accelerazione dei procedimenti amministrativi in agricoltura è un tema molto sentito dai produttori". Lo ha affermato la Copagri in audizione in Commissione agricoltura della Camera nell'ambito dell'esame della Progetto di legge con disposizioni per la semplificazione e l'accelerazione dei procedimenti amministrativi nelle materie dell'agricoltura e della pesca, che ad avviso della Confederazione rappresenta un provvedimento necessario ai fini dello sviluppo del primario, ma contiene però delle criticità sulle quali è necessario intervenire.

"Ancora oggi, infatti, troppo tempo e troppe risorse vengono sottratte alla programmazione, agli investimenti, all'innovazione strutturale e infrastrutturale, a discapito, ad esempio, della ricerca e della sperimentazione, della modernizzazione e della competitività delle nostre imprese", ha osservato la Copagri. "Entrando nel merito dei contenuti della Proposta di Legge, ravvisiamo tra gli elementi positivi la previsione di anticipare di un paio di settimane l'inizio del periodo vendemmiale, anche alla luce dei sempre più evidenti effetti dei cambiamenti climatici, l'esplicito divieto delle aste telematiche a doppio ribasso e le disposizioni riguardanti il limite della soglia per la documentazione antimafia; altrettanto positive appaiono, fra le altre, le misure riguardanti gli imprenditori agricoli e gli agriturismi, oltre ad altre agevolazioni e liberalizzazioni", ha sottolineato la Confederazione.

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"Qualche luce, ma anche qualche ombra; tra i vari elementi da perfezionare c'è l'eliminazione dell'obbligo di stipulare contratti scritti per la cessione dei prodotti agricoli e alimentari, nel caso in cui il contraente sia un coltivatore diretto. Restano da valutare con estrema attenzione, infine, le disposizioni miranti al controllo della fauna selvatica e a tutela degli agricoltori e degli allevatori", ha concluso la Copagri.

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