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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Salute

In Europa un frutto su tre è contaminato da pesticidi. Attenzione a more, pesche e fragole

Rispetto al resto del blocco l'Italia se la cava, con "solo" il 21% dei campioni interessati. Bruxelles chiede di sostituirli con prodotti meno pericolosi, ma gli Stati non adempiono agli obblighi

Mele, more, pesche, fragole, ciliegie e pere. Sono alcuni dei frutti presenti all'appello della contaminazione da pesticidi, che colpisce un frutto su tre coltivato nell'Unione europea, con un pericoloso aumento negli ultimi otto anni. La denuncia arriva dall'Ong Pesticides Action Network Europa, che ha pubblicato questa settimana uno studio, basato su dati raccolti tra il 2011 e il 2019 e realizzato in collaborazione con 30 agenzie europee, impegnate sui temi della salute e della sicurezza alimentare. Nei nove anni considerati, sono stati analizzati 97.170 campioni di frutta fresca coltivata in Europa. Secondo l'organizzazione, le analisi mostrano un drastico aumento del 53% dei residui di pesticidi estremamente tossici, che già dal 2011 avrebbero dovuto essere vietati a causa della loro pericolosità.

I frutti più contaminati

Quasi un campione su tre (29%) è risultato contaminato da tracce di pesticidi chimici, rispetto al 18% del 2011. Nella classifica, l'Italia si distingue positivamente con “solo” il 21% dei campioni contaminati. Fa meglio solo la Germania (20%), mentre seguono la Francia (22%) e l'Irlanda (26%). Male il Belgio che conta addirittura il 34% dei campioni contaminati a livello di produzione. L'organizzazione ha stilato anche una classifica dei frutti in cui i residui sono più presenti: le more (51% dei campioni), le pesche (45%), le fragole (38%), le ciliegie (35%) e le albicocche (35%). In cima troviamo però le pere, per le quali la percentuale è salita all'87%.

A preoccupare è soprattutto l'andamento negativo, che non mostra miglioramenti rispetto al passato: se nel 2011 “appena” il 22% delle ciliegie presentavano residui, nel 2019 la percentuale è salita, raggiungendo circa la metà dei campioni. Situazione analoga per le mele, il frutto più prodotto nel continente, passate dal 16 al 34% di contaminazioni rilevate. Meno problematica invece la situazione per gli ortaggi, essendo meno esposti a insetti e malattie. Il dato del 2019 parla di un 13% di campioni interessato (11% nel 2011), riguardando soprattutto sedano, sedano rapa e cavolo nero.

Pericolosi per fertilità

Nel 2021, una relazione di esperti dell'Istituto francese per la salute e la ricerca medica (Inserm) ha concluso che esiste "una forte presunzione di legame tra l'esposizione materna ai pesticidi durante la gravidanza o nei bambini e il rischio di alcuni tipi di cancro (leucemia, tumori del sistema nervoso centrale)". Per questo motivo, già dal 2011 gli Stati membri sono tenuti ad incoraggiare prodotti alternativi, per limitare al massimo l'uso di prodotti chimici (erbicidi, fungicidi, insetticidi) considerati i più rischiosi e la cui autorizzazione è regolamentata in modo più rigoroso nell'Ue. L'ong ricorda che, a livello nazionale, questa autorizzazione deve essere soggetta a una valutazione comparativa con i prodotti sostitutivi. A tal proposito cita il tebuconazolo, che rientra nella categoria dei prodotti autorizzati, ma che viene reputato un fungicida tossico per la riproduzione. Le sue tracce sono state trovate frequentemente sulle ciliegie prodotte nel 2019, in particolare in quelle provenienti dalla Spagna.

Bruxelles con la nuova Politica agricola comune ha richiesto di dimezzare l'uso dei pesticidi più pericolosi entro il 2030, ma questi risultati rivelano i limiti di questa ambizione. "Se non ci sono misure forti, non vediamo come questo obiettivo possa essere rispettato", ha dichiarato all'Afp Salomé Roynel, rappresentante di Pan Europe, ricordando che la Commissione ha il potere di richiamare all'ordine i Paesi "inadempienti su questo tema". D'altro canto, la stessa Commissione europea ha deciso in extremis di congelare il piano per la drastica riduzione di questi prodotti chimici, motivandola con le nuove urgenze dettate dalla guerra in Ucraina.

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