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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Smart&Green

“Essicchiamo i fichi anche di notte, senza sprecare energia elettrica”

L'azienda cilentana Santomiele ha brevettato delle serre che accumulano energia durante il giorno, rilasciandola al buio con ventole e tormostati

Riuscire a rendere figo il fico. C'è riuscita la Santomiele, una piccola azienda artigianale situata nel paesino di Prignano Cilento, che coltiva e trasforma questa specialità locale in una serie di prodotti di eccellenza. L'azienda lavora il fico bianco del Cilento, insignito con il marchio Dop, preservando metodi antichi, ma innovando sia a livello tecnologico, che nelle proposte gastronomiche. Questa qualità, nota come “cultivar dottato”, viene raccolta a mano, essiccata e trasformata in una serie di prodotti, come miele, confetture, melassa, altrimenti viene abbinata al cioccolato e utilizzata nei croccante con mandorle e nocciole.

L'idea nasce da Antonio Longo e da Corrado Del Verme, amici di vecchia data, che hanno dato nuova vita ad un'antica attività. “Già nel 1930 i miei nonni paterni erano dediti alla coltivazione di questo frutto in un'area poco distante dagli scavi archeologici di Paestum”, racconta Antonio, proseguendo: “L'azienda contemporanea nasce negli anni 2000, con l'impianto per la lavorazione di questo frutto che ha fatto la storia, non solo del Cilento, ma di molte civiltà, che si trovano nell'area sud del Mediterraneo”. Il laboratorio si trova in un antico frantoio dove lavorano circa 15 persone, in un piccolo borgo nella parte più a Sud della Campania. Nonostante le dimensioni ridotte, l'azienda ha saputo distinguersi anche nell'innovazione, raffinando il processo produttivo, per renderlo più rispettoso dell'ambiente. “Negli ultimi tempi, coi cambiamenti sociali e culturali, abbiamo maturato il nostro impegno per la sostenibilità tecnologica. Abbiamo quindi investito nella ricerca per poter essiccare questi fichi con tecniche naturali, senza spreco di energia, realizzando dei tunnel che lavorano con il vento e con il sole”, spiega il cofondatore.

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Un paio d'anni fa nel laboratorio è stato inaugurato uno spazio con dei tumuli di essiccazione per ricostruire la vecchia Agorà, ossia la piazza dove nel mondo contadino si mettevano i fichi ad essiccare, ma in questo caso è stata progettata in una versione moderna e tecnologica. Le nuove serre sono state progettate in maniera tale da bloccare le radiazioni ultraviolette, al fine di consentire al fico essiccato di mantenere il suo caratteristico colore chiaro. Ulteriore elemento innovativo risiede nel fatto che in queste serre i fichi continuano ad essiccarsi anche di notte perché l’energia accumulata durante il giorno viene rilasciata attraverso delle ventole e dei termostati. Il processo prosegue quindi anche col buio. “Abbiamo brevettato questi tunnel qualche anno fa e oggi, per migliorare questa tecnologia, abbiamo iniziato una ricerca col dipartimento di ingegneria industriale di Salerno, per poter monitorare queste macchine, che possono servire non solo per l'essiccazione dei frutti, ma anche di ortaggi, spezie e aromi. Abbiamo creato un contesto in cui non usiamo energia elettrica e dove l'impatto ambientale è pari a zero”, conclude il fondatore.

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