Dopo il divieto del consumo la Cina vuole eliminare del tutto il commercio di animali selvatici

La vendita è ancora legale a scopi di ricerca o per la medicina tradizionale, ma ora le autorità stanno dando incentivi agli allevatori per cambiare tipo di attività

Un pangolino - Foto archivio Ansa EPA/MAK REMISSA

La Cina sta provando a eliminare del tutto dal Paese il commercio di animali selvatici, allo scopo di ridurre il rischio di future pandemie di coronavirus.

Incentivi a cambiare attività

Le autorità di Pechino hanno già vietato il consumo di questi animali, così come quello di cani e gatti, e ora in alcune provincie del paese ci si sta spingendo anche oltre. Agli agricoltori vengono offerte compensazioni in denaro affinché smettano di allevare bestie esotiche. Le province di Hunan e Jiangxi hanno istituito piani di risarcimento per convincere gli allevatori a cambiare attività o a produrre tè e medicinali a base di erbe. Il settore, secondo i media del paese, varrebbe circa 1,6 miliardi di yuan, 225 milioni di dollari. Le autorità si offrono di pagare 120 yuan (16 dollari) per ogni chilogrammo di cobrao serpente a sonagli, mentre un chilogrammo di ratto del bambù vale 75 yuan. Un gatto civetta, o zibetto, l'animale che si ritiene sia stato all'origine del focolaio di Sars quasi 20 anni fa, è valutato 600 yuan.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Ricerca e medicina tradizionale

Nonostante la vendita di animali selvatici per l'alimentazione è stata vietata per il rischio di diffusione di malattie nell'uomo come il Covid-19, il commercio rimane legale per altri scopi, tra cui la ricerca e la medicina tradizionale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • L'hamburger vegano della Nestlè non potrà più essere "Incredible"

  • "Allevamenti intensivi, vulnerabili alle pandemie e colpevoli di crearle"

  • "Sfruttamento dei lavoratori e sostanze inquinanti nelle coltivazioni di ananas 'etici e sostenibili'"

  • Migranti, al via le regolarizzazioni: “Ma non basteranno, servono altri 150mila braccianti dall'Est Europa”

  • L'agricoltura italiana dipende dagli immigrati, a cui dobbiamo dare diritti

  • Start-up agricole, Usa e India ancora leader. Europa costretta a inseguire

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento