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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Proteggere la Natura

Arrivano i "corridoi ecologici" per le api. L'Europa intende salvarle così

Presentato dalla Commissione Ue il nuovo "Accordo per gli impollinatori". Rafforza la ricerca, il monitoraggio sugli insetti e la riduzione di pesticidi

Mettere un freno alla perdita di api e aiutare al contempo a migliorare la biodiversità agricola. Questi gli obiettivi della comunicazione presentata dalla Commissione europea dal nome "Un nuovo accordo per gli impollinatori". Il declino degli insetti, in particolare quelli selvatici, si aggrava sempre più e le iniziative finora intraprese da Bruxelles si sono rivelati incapaci di arginare il problema. Per questo motivo queste linee guida provano ad accelerare e migliorare la lotta per la tutela di queste specie.

Priorità e azioni

Gli obiettivi e le azioni delineate dall'esecutivo Ue si sviluppano nell'ambito di tre priorità. La prima è quella migliorare la conservazione degli impollinatori, affrontando le cause del loro declino. Tra le misure adottate compare l'identificazione degli impollinatori tipici di ciascun habitat, che gli Stati dovranno impegnarsi a proteggere. Sono previsti poi dei "corridoi ecologici" attraverso cui gli insetti potranno spostarsi in sicurezza in varie aree. Si tratta delle cosiddette “buzz lines”, letteralmente delle “piste ronzanti”, sfruttate dagli animali per muoversi senza rischi.

Un freno ai pesticidi

Fondamentale il contributo che si richiede all'agricoltura, chiamata a ripristinare gli habitat nei paesaggi agricoli e a mitigare l'impatto dell'uso dei pesticidi sugli impollinatori. Per farlo, si chiede ai governi di imporre per legge "l'attuazione di una gestione integrata dei parassiti o introducendo ulteriori metodi di test per determinare la tossicità dei pesticidi per gli impollinatori". L'uso eccessivo delle sostanze di sintesi è reputato da tempo un fattore chiave della perdita di questi insetti. Bruxelles ha ricordato che l'impollinazione contribuisce alla produzione agricola dell'Ue per almeno 5 miliardi di euro all'anno. Per alcune colture, il contributo degli impollinatori può ammontare alla metà del valore di mercato dei prodotti. Anche le aree urbane sono coinvolte e dovranno migliorare gli habitat come giardini e parchi pubblici.

Mappatura

Una parte importante sarà dedicata alla ricerca, finalizzata a studiare cause e conseguenze del declino degli impollinatori. In questo ambito verrà realizzata la mappatura delle aree chiave per gli impollinatori entro il 2025. Un'ultima priorità è la mobilitazione della società e la "promozione della pianificazione strategica e della cooperazione". Dato che circa l'80% delle piante coltivate e in fiore dipende dall'impollinazione animale, senza questa azione molte specie vegetali diminuirebbero e rischierebbero di sparire. Le implicazioni ecologiche, sociali ed economiche sarebbero gravi, minacciano la natura, il benessere umano e la sicurezza alimentare dell'Ue.

Minacce

Le cause del declino di api, farfalle ed altri insetti sono molteplici. L'ultimo rapporto sugli impollinatori pubblicato dalla Piattaforma intergovernativa scienza-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (Ipbes) indica come principali minacce: il cambiamento di destinazione d'uso del suolo, la gestione agricola intensiva e l'uso di pesticidi. Figurano inoltre l'inquinamento ambientale (incluso quello luminoso), le specie esotiche invasive, gli agenti patogeni e il cambiamento climatico. La combinazione di questi fattori incrementa i rischi per queste specie. La Commissione ha precisato anche che "continuerà a monitorare le autorizzazioni di emergenza concesse dagli Stati membri per i pesticidi dannosi per gli impollinatori", promettendo di adottare "decisioni che vietano agli Stati membri di ripeterle" in caso di violazioni.

Cittadini attenti

La precisazione arriva dopo un'importante sentenza della Corte di giustizia Ue in cui si condanna l'abuso di deroghe da parte dei governi, che hanno consentito agli agricoltori di continuare a spruzzare sostanze vietate da anni. La sensibilità dei cittadini nei confronti di questa tematica è molto alta, come dimostra la petizione ""Salviamo le api e gli agricoltori", capace di ottenere oltre un milione di firme nei Paesi membri e dibattuta il 24 gennaio al Parlamento europeo. La Commissione ha promesso che risponderà presto alle richieste contenute nella petizione e sostenute da una vasta parte del mondo scientifico. L'Accordo integra la proposta della Commissione per una legge sul ripristino della natura del giugno 2022 ed è una parte fondamentale della Strategia per la biodiversità 2030, della Strategia Farm to Fork e del Green Deal europeo.

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