Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Eurodeputati M5s contro l'accordo Ue-Mercosur: "No a ratifica senza modifiche, governo chiarisca"

D'Amato, Evi, Corrao e Pedicini criticano la lettera alla Commissione, sottoscritta da un gruppo di Paesi tra cui l'Italia, in cui si chiede di finalizzare l'intesa commerciale con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay: "In gioco le nostre Pmi e la deforestazione dell'Amazzonia"

Un incendio in Amazzonia

L'accordo commerciale tra l'Ue e i Paesi del Mercosur sembra aver aperto una nuova frattura all'interno del governo italiano. Gli eurodeputati M5s Rosa D'Amato, Eleonora Evi, Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini (gli stessi che in questi giorni sono in rotta con la dirigenza del partito) hanno scritto una lunga nota congiunta per criticare quella che definiscono una "fuga in avanti" dell'esecutivo sull'intesa di libero scambio, ancora in fase di ratifica finale, tra Bruxelles e il blocco di Stati sudamericani composto da Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Il riferimento è alla lettera che alcuni Paesi Ue, tra cui l'Italia, hanno "inviato in questi giorni alla Commissione" chiedendo "il via libera definitivo all'accordo già sottoscritto" dalla stessa Commissione e dai Paesi Mercosur, e in cui si "segnalano come positivi gli aspetti su ambiente e impatto socioeconomico" del testo attuale.

Questo accordo, attaccano i quattro deputati, "potrebbe avere pesanti impatti negativi sull'economia, sull'occupazione e sull'ambiente di entrambe le parti in causa. Ed è per questo che l'intera delegazione del M5s ha approvato di recente una risoluzione del Parlamento in cui si afferma che l'attuale testo di accordo non va bene e va modificato. Una posizione chiara che purtroppo non trova spazio nella lettera" sottoscritta dall'Italia con la firma del sottosegretario al Commercio Ivan Scalfarotto. Nella lettera, continuano D'Amato, Evi, Corrao e Pedicini, non vi è "nessun riferimento al fatto che, secondo uno studio del governo francese, l'attuale testo comporterebbe un aumento tra il 5% e il 25% della deforestazione dell'Amazzonia, promossa per aumentare la produzione agricola intensiva e sostenere l'export verso l'Ue. Nessun riferimento a rischi per l'occupazione sollevati in Sud America come in Europa. Nessun riferimento alla questione della sicurezza alimentare, nonostante i ripetuti scandali legati al settore della carne in Brasile".

Da qui il messaggio al governo: "Ci chiediamo se quella di Scalfarotto sia stata una sua personale fuga in avanti, o sia piuttosto la posizione ufficiale del governo. In entrambi i casi, è necessario che l'esecutivo chiarisca perché qui in gioco non c'è solo la linea politica seguita finora dal Movimento, ma un polmone verde del Pianeta come l'Amazzonia, il futuro di piccole e medie imprese agricole già in crisi a causa della pandemia, nonché la sicurezza della filiera agroalimentare. Un tema che non puo' essere ignorato, tanto più dopo l'attuale pandemia di Covid-19", concludono.

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