Sabato, 25 Settembre 2021
Ambiente&Clima

Pesca, gli italiani vogliono etichette che certifichino il benessere del pesce

Secondo un sondaggio ben il 66% degli intervistati chiede che si rispettino le quote per non mettere in pericolo la fauna e che ci siano tecniche di allevamento e abbattimento che non creino sofferenza

Il 56% degli italiani non è sicuro che le certificazioni prevedano di tutelare il benessere dei pesci. È quanto emerge da un sondaggio che Ciwf (Compassion in World Farming) ha commissionato a YouGov. In particolare i risultati hanno mostrato che in media i 2/3 degli intervistati (66%) ritiene che mettere in pericolo la fauna selvatica non rispettando le quote, tenere i pesci a digiuno e il loro abbattimento con una lunga e sofferta agonia, sia per i pesci pescati che per quelli allevati, sia inaccettabile.

Coerentemente con la domanda precedente, in media più dei 2/3 (67%) degli intervistati crede che sia inaccettabile che enti certificatori consentano le pratiche menzionate sopra. Quasi 3/4 (73%) degli intervistati pensano che gli enti certificatori dovrebbero fare passi avanti per migliorare gli standard di benessere dei pesci o introdurne se non sono presenti. Ciwf ha valutato le politiche di tutela dei pesci messe in atto da Msc, Asc, Bap, Global Gap e Fos analizzando 8 fattori. I risultati rivelano che gli enti certificatori hanno ampi margini di miglioramento degli standard di tutela del benessere dei pesci.

Per questo Ciwf ha lanciato una petizione ai 5 ceo degli enti certificatori chiedendo un impegno a migliorare i propri standard. Secondo Ciwf soluzioni per migliorare la vita dei pesci negli allevamenti e lo stordimento e la macellazione dei pesci allevati e pescati sono disponibili. Diminuire la densità dei pesci negli allevamenti, aumentare la presenza degli arricchimenti per rendere l'ambiente stimolante e più idoneo, dotarsi di metodi di stordimento veloci ed efficaci che consentano una macellazione indolore è già possibile.

"Ci troviamo di fronte alla immane sofferenza di un numero enorme di pesci ogni anno, un numero così grande che facciamo fatica persino a contare: miliardi e miliardi di individui, esseri senzienti come tutti gli altri animali, vivono una vita indegna negli allevamenti intensivi sottomarini e hanno una morte atroce, una fine che condividono con i loro consimili pescati. La triste realtà è che i pesci sono tra gli animali più abusati sul pianeta. Per questo, è fondamentale che gli enti certificatori di prodotti ittici migliorino i loro standard di benessere animale e lo facciano al più presto", ha dichiarato Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia Onlus.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pesca, gli italiani vogliono etichette che certifichino il benessere del pesce

AgriFoodToday è in caricamento