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Martedì, 16 Aprile 2024
Ricerca sostenibile

Proteggere la vite con gli scarti di lavorazione. La via italiana ai pesticidi naturali

Grazie a fondi Ue un'azienda ha sfruttato la raffinazione dello zucchero per produrre fitosanitari bio. Stimolano le difese spontanee per combattere le malattie che attaccano i vigneti

Proteggere le colture senza fare ricorso a pesticidi chimici. La grande sfida dei prossimi anni sarà questa, visti i gravi danni apportati da queste sostanze, che si rivelano fin troppo spesso dannose sia per la salute che per l'ambiente. L'Italia sta provando a dare il suo contributo, sviluppando ricerche e sperimentazioni nell'ambito dei cosiddetti bio-pesticidi, ricavati da sostanze naturali, che difendono le piante da pericolose malattie senza però distruggere la biodiversità indispensabile per la fertilità dei suoli. Mentre la destra europea è decisa ad affossare la proposta di Bruxelles di abbattere del 50% l'uso di pesticidi chimici entro il 2030, la ricerca prosegue invece per trovare valide alternative da offrire all'agricoltura, se non nell'immediato, almeno sul medio e lungo termine.

Contrasto alle malattie

In Italia il suo contributo sta provando a darlo la CiaoTech, che ha condotto indagini per favorire l’introduzione sul mercato di un nuovo agente di controllo biologico "efficace ed efficiente in termini di costi", per favorire la sostenibilità nei campi. L'iniziativa si inserisce nel contesto del progetto BIOBESTicide , inserito nel programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 dell’Unione europea. L'obiettivo del progetto è di realizzazione di un bio-pesticida "altamente innovativo" capace di contrastare l'impatto di malattie che colpiscono i vigneti (cosiddette Grapevine Trunk Diseases), che arrecano gravi danno all'industria del vino.

Un fungo a difesa della vigna

Al centro del processo c'è la valorizzazione di biomasse di scarto, come le melasse derivanti dalla raffinazione dello zucchero, che favoriscono la crescita di un particolare ceppo fungino (Pythium oligandrum). Quest'ultimo a sua volta gode di proprietà in grado di stimolare le naturali difese delle piante di vite contro l’attacco di quegli agenti che di norma provocano le malattie in vigna. Per massimizzare la resa del processo, i partner del progetto hanno lavorato nella prima fase per selezionare i prodotti di scarto più utili derivati dalla raffinazione dello zucchero. A seguire sono avvenute le sperimentazioni in ambienti controllati, per assicurare una crescita efficiente del parassita dei funghi. Inserito nel trattamento del suolo con oospore, riduce il carico di patogeni e le malattie delle piante. Per produrre il biopesticida per viticultura è stato costruito un impianto con una capacità produttiva di 10 tonnellate all’anno. L'obiettivo è quello di creare una catena di produzione sostenibile.

Pesticidi alternativi

Lo sviluppo di pesticidi organici efficaci rappresenta una sfida fondamentale per potersi "liberare" di quelli chimici. Nonostante siano spesso vietati dall'Unione europea, continuano in realtà ad essere utilizzati, grazie alle eccezioni (spesso sistematiche) che gli Stati membri concedono ad oltranza. D'altra parte le aziende europee produttrici sono autorizzate a venderli fuori dai confini del blocco, rientrando quindi sotto forma di prodotti agricoli importati. La scelta è motivata con l'assenza di valide alternative, ma pochi mesi fa una sentenza della Corte europea ha vietato ai Paesi membri di protrarre queste deroghe. Investire nella ricerca e saper accettare gli svantaggi temporanei della transizione sembra essere l'unica maniera per garantire la sicurezza alimentare ed ambientale sul lungo periodo senza cedere ad allarmismi e speculazioni.

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