Venerdì, 30 Luglio 2021
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L'Unione europea valuta l'eliminazione delle gabbie negli allevamenti

Grazie a un'iniziativa dei cittadini la proposta è arrivata a essere discussa nelle istituzioni Ue, ma resta il nodo dei costi della transizione a pratiche alternative e sostenibili

Gli allevamenti europei potrebbero avere un futuro senza gabbie per essere più rispettosi del benessere degli animali. Questa è la proposta di iniziativa popolare “End the Cage Age”, che è riuscita ad arrivare a Bruxelles dopo aver raccolto più di 1,4 milioni di firme. Le organizzatrici della campagna, Olga Kikou e Leopoldine Charbonneaux, hanno quindi avuto la possibilità di discutere delle loro idee con le istituzioni europee nell’ambito di un’audizione pubblica al Parlamento europeo in vista di una risposta ufficiale da parte della Commissione, che potrebbe presentare una direttiva in materia. Nel corso dell’incontro le promotrici di “End the Cage Age” hanno ribadito ai leader europei che “è giunto il momento che l’Unione ponga fine alla crudele pratica di imprigionare ogni anno centinaia di milioni di animali”. Al momento, nulla è stato deciso, la questione è stata dibattuta e spetterà all'esecutivo europeo prendere la decisione finale. 

Durante il dibattito Kikou e Charbonneaux hanno presentato nel dettaglio l’iniziativa. Uno degli obiettivi primari è quello di eliminare gradualmente negli allevamenti l’uso delle gabbie poiché queste, costringendo gli animali in piccoli spazi, limitano la loro capacità di movimento. Addirittura, gli impediscono di esercitare importanti comportamenti naturali come aprire le ali o allungarsi a terra. “Nonostante l'Ue sostiene di essere un leader nel benessere degli animali, ogni anno ne condanna più di 300 milioni, facendoli vivere in gabbia”, ha detto Kikou, spiegando che “questa pratica medievale non solo è crudele, ma anche del tutto inutile, poiché esistono e sono in uso sistemi alternativi come i fienili, i sistemi biologici o allevamenti all'aperto”. Kikou ha anche sottolineato che gli allevatori dovranno ricevere un sostegno finanziario per la transizione verso un'agricoltura esente da gabbie. “Anche i prodotti importati da Paesi terzi dovranno rispettare le norme dell'Ue in materia di benessere degli animali” ha concluso la promotrice della campagna.

Proprio il sostegno finanziario agli allevatori è stato il focus del dibattito. Nonostante la proposta sia stata accolta di buon grado sia dai tre membri dell’esecutivo europeo presenti durante il dibattito, sia da numerosi membri del Parlamento che sono intervenuti durante l’incontro, molti hanno insistito sul fatto che qualsiasi potenziale eliminazione graduale dell'allevamento in gabbia richiede un adeguato sostegno finanziario, incentivi e un adeguato periodo di transizione. A questo proposito Janusz Wojciechowski, commissario per l'Agricoltura e lo Sviluppo rurale, ha detto durante l'audizione che le sovvenzioni agricole dell'Ue "possono essere utilizzati anche per eliminare gradualmente l'allevamento in gabbia e attuare metodi alternativi".

Norbert Lins, commissario per l'agricoltura e lo sviluppo rurale ha confermato che "la maggior parte degli oratori ha accolto con favore questa iniziativa". "La causa per cui End the Cage Age, non solo è attuale nel dibattito pubblico, ma è anche giusta” ha affermato V?ra Jourovà, vicepresidente della Commissione e responsabile per i valori e la trasparenza. “Migliorare il benessere degli animali d'allevamento e investire in agricoltura sostenibile sono obiettivi validi, che Bruxelles ha già accolto e che hanno trovato la loro strada nella strategia Farm to Fork adottata nel maggio dello scorso anno." L'eurodeputata Eleonora Evi, ferma sostenitrice della campagna, ha dichiarato che "l’enorme sostegno che questa iniziativa ha ricevuto da parte dei cittadini non può essere ignorato dalla Commissione europea, che deve presentare una proposta legislativa per porre fine quanto prima all'inutile crudeltà dell'allevamento in gabbia, avvicinare le pratiche agricole dell'Ue alle aspettative popolari e allinearle maggiormente alla natura e alla tutela della salute pubblica”.

Lins ha poi specificato che "la palla ora è alla Commissione." Infatti, questo è un grande momento di attesa per l'Iniziativa dei cittadini europei, i quali nei prossimi mesi riceveranno la risposta formale dell’esecutivo europeo al loro appello. "La Commissione attribuisce la massima importanza alle idee presentate attraverso lo strumento di iniziativa dei cittadini europei", ha garantito Jourová, sottolineando che "le proposte di iniziativa popolare possono produrre effetti a lungo termine sulle politiche dell'Ue".

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