Sabato, 19 Giugno 2021
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L'altro volto della Brexit, ora gli allevatori britannici temono il libero scambio con l'Australia

La paura è che l'accordo faccia crescere le importazioni di carne a buon mercato che potrebbe portare a un abbassamento degli standard alimentari e a una "guerra dei prezzi"

La prospettiva di un trattato di libero scambio tra il Regno Unito e l'Australia spaventa gli allevatori britannici, che temono di doversi trovare a fare i conti con una concorrenza sleale proveniente dall'altra parte dell'emisfero. Dopo la Brexit Londra sta rinegoziando i suoi accordi commerciali con diversi Paesi del mondo, ma la cosa, che è stata propagandata dal governo come la principale conquista del divorzio, non convince tutto. Nel caso di quello con Canberra gli allevatori britannici hanno paura che se ai produttori di carne australiani verrà concessa la possibilità di avere accesso al mercato britannico senza dazi ci sarà un impennata di importazioni di manzo, agnello a un prezzo più competitivo. Secondo loro questo farebbe inevitabilmente abbassare il prezzo del cibo prodotto con standard più elevati e con costi più alti in Gran Bretagna. Qualsiasi aumento delle importazioni avrebbe un "impatto molto dirompente", secondo Phil Stocker, amministratore delegato della National Sheep Association, e potrebbe "portare a una guerra dei prezzi". Gli allevatori hanno espresso preoccupazioni anche per il benessere degli animali e l'ambiente. Inoltre, hanno affermato che lasciare all'Australia "libero accesso" al Paese potrebbe costituire un pericoloso precedente per le future partnership commerciali con altri Stati. La National Farmers Union (Nfu) ha per questo organizzato una tavola rotonda per discutere con le principali organizzazioni di allevatori provenienti da tutte e quattro le nazioni del Regno Unito per discutere sull'accordo post-Brexit con l'Australia e valutare soprattutto l'eventualità dello scambio libero.

"Carne di manzo e di agnello, ma anche lo zucchero, sono settori sensibili per la nostra economia" ha detto Minette Batters, presidente della Nfu, sottolineando che questa intesa con l'Australia potrebbe fare dei danni. Come riporta il Guardian, questo patto commerciale con Canberra è cruciale non solo perchè sarebbe il secondo concluso a seguito della Brexit, dopo quello con ilGiappone, ma anche in vista del vertice del G7 che il Regno Unito ospiterà in Cornovaglia a giugno. Al momento, il Segretario di Stato al Commercio britannico Liz Truss sta lavorando per concludere i negoziati, che sono iniziati lo scorso anno con la promessa di Londra mantenere l'impegno a "sostenere elevati standard di salute, ambiente, lavoro, sicurezza alimentare e benessere degli animali". Il Dipartimento per il commercio internazionale ha però assicurato: “Qualsiasi accordo che firmeremo con l'Australia includerà protezioni per l'industria agricola e non minerà gli allevatori del Regno Unito né comprometterà i nostri standard elevati. Continueremo a lavorare con l'industria, coinvolgendola durante tutto il processo e aiutandola a cogliere tutti i vantaggi del commercio".

L'accordo con l'Australia non è stato l'unico negoziato ad aver generato polemiche nel Regno Unito. Anche lo scorso novembre gli animi dei britannici si erano incendiati dopo che Londra non aveva escluso la possibilità di importare pollo al cloro e carne con ormoni dagli Stati Uniti. Ma le proteste in Gran Bretagna contro l'eventualità di vedere abbassarsi i propri standard alimentari convinsero l'esecutivo di Londra a fare marcia indietro. 

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