“Bovini italiani ma abbattuti in Africa e Medio Oriente per aggirare le norme Ue”

L’inchiesta di Striscia la Notizia rivela l’escamotage. L’appello delle associazioni animaliste: “Vietare urgentemente i trasporti di animali vivi su lunga distanza e l’esportazione verso i Paesi terzi”

Un trattamento brutale, per niente compatibile con le norme europee sul benessere degli animali da allevamento. Un servizio andato in onda su Canale 5, durante il programma Striscia la Notizia, rivela la macellazione all’estero di bovini allevati in Italia, “senza alcun tipo di stordimento, in mattatoi di fortuna, macellerie persino per strada”. L’inviato Edoardo Stoppa ripercorre la tratta degli animali che parte dalle campagne del nuorese, in Sardegna, per arrivare in Nord Africa e Medio Oriente, passando da Cremona e Marsiglia. Al termine del lungo viaggio le bestie vengono sgozzate in barba a tutte le regole che ne vietano l’abbattimento in stato di coscienza. Immagini girate da Animals International e diffuse dalle associazioni Lav e Ciwf, ma troppo drammatiche per essere mandate in onda.

Riferendosi a un video girato a Gaza, il giornalista Stoppa racconta: “L’animale si è trovato in un mercato in mezzo a una folla enorme e nelle mani di una persona assolutamente non esperta, che con un coltellaccio ha iniziato a tirare coltellate un po’ ovunque fino a quando l’animale non è caduto e la sua agonia è durata più di un’ora”.

Non si è fatta attendere la reazione delle associazioni a tutela dei diritti degli animali. Gli attivisti denunciano che ogni anno vengano esportati un milione di animali dall’Ue verso Paesi terzi. La sola Italia “nel 2017 ha esportato 28.953 bovini, verso Paesi Ue e extra Ue, di cui 9.276, ovvero quasi un terzo, verso Algeria, Egitto, Tunisia e Turchia”. Una fetta di export verso Nord Africa, Medio Oriente e Turchia arrivata al 38% del totale nel 2018. Si tratta, in gran parte, di Paesi nei quali non vigono i divieti di abbattimento senza stordimento e dove viene praticata invece la macellazione Halal. Il rituale islamico, possibile anche in Europa, prevede che l’animale non perda coscienza mentre muore dissanguato.

Gli animalisti fanno notare che, almeno in Europa, si assiste ad una stagione legislativa all’insegna del benessere del bestiame: “lo scorso febbraio il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione non legislativa per fermare il trasporto di animali vivi verso i Paesi che non sono in grado di garantire sufficienti standard di protezione”. Le associazioni Lav e Ciwf chiedono quindi “che l'Italia si schieri da subito contro l'esportazione degli animali verso i Paesi terzi”. “Se già il trasporto a lunga distanza di animali vivi all’interno dei confini europei comporta sofferenze inaccettabili - concludono le associazioni - l’esportazione di animali oltre i confini dell’Unione europea apre le porte alle più atroci brutalità e deve essere proibito con ancor maggiore urgenza”. 

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