Coldiretti: record di cibo italiano nel mondo con un +3,3% di esportazioni

Le vendite soprattutto nell'Unione europea con la Germania come partner principale mentre frena l’export verso regno Unito e Usa

ANSA/ GIORGIO BENVENUTI

Ottime notizie per il Made in Italy con le esportazioni agroalimentari nel mondo che segnano un nuovo record facendo registrare un incremento del 3,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Lo afferma un'analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero nei primi sette mesi del 2018. Per l’associazione si tratta di un ottimo risultato proprio nell'anno del cibo italiano nel mondo che conferma le potenzialità del Made in Italy a tavola per la ripresa economica ed occupazionale del Paese. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari interessano l'Unione Europea dove il principale partner è la Germania con l'export che cresce del 4,9%, piu' ridotto l'aumento in Gran Bretagna (+2%) anche per gli effetti delle tensioni determinate dai negoziati sulla Brexit, l'andamento dei tassi di cambio, ma anche le nuove tendenze nazionalistiche.

Frenata negli Usa

Fuori dai confini dell'Unione, sottolinea la Coldiretti, a preoccupare sono i rapporti con gli Stati Uniti, che sono di gran lunga il principale mercato del nostro cibo fuori dai confini dall'Unione. Negli Usa si registra una frenata del tasso di crescita con le esportazioni agroalimentari che fanno registrare un aumento di appena l'1,2%. In ripresa la Russia, con un aumento del 7,8% nonostante l'embargo all'ingresso per una importante lista di prodotti e il divieto all'ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia, decise dal governo di Vladimir Putin nell’agosto 2014, e appena rinnovate sino alla fine del 2019, in risposta alle sanzioni comunitarie per l’annessione della Crimea.

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Possibili ulteriori miglioramenti

"L'andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della 'agropirateria' internazionale che fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, secondo cui “a preoccupare è la nuova stagione di accordi bilaterali inaugurata dall'Unione Europea che dal Ceta con il Canada al Giappone sta di fatto legittimando il falso Made in Italy".

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