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Foto Ansa EPA/TYTUS ZMIJEWSKI

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Accordo tra Ue e 21 Stati Wto per consentire gli scambi dell'agroalimentare nel lockdown

I Paesi, tra cui Cina e Stati Uniti, si impegnano a prendere misure “mirate, proporzionate, trasparenti, temporanee e coerenti” con le direttive dell'Organizzazione mondiale del commercio

Con i paesi del mondo in lockdown per fermare la diffusione del coronavirus, gli scambi commerciali tra i paesi, nonché il movimento dei lavoratori stagionali, sono diventati molto difficili e uno dei settori più colpiti è quello agroalimentare.

L'accordo

Per questo l'Unione europea, insieme ad altri 21 Stati membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) si è impegnata ad aprire il commercio di prodotti agricoli e alimentari durante l'attuale crisi sanitaria mondiale. I firmatari della dichiarazione congiunta promettono di garantire il buon funzionamento dell'agricoltura globale e delle catene di approvvigionamento agroalimentare ed evitare misure che abbiano un potenziale impatto negativo sulla sicurezza alimentare, l'alimentazione e la salute di altri membri dell'organizzazione e delle loro popolazioni. Nel testo dell'accordo viene indicato che “qualsiasi misura di emergenza relativa all'agricoltura e ai prodotti agroalimentari sarà mirata, proporzionata, trasparente, temporanea e coerente con le norme del Wto”. Le misure non dovrebbero falsare il commercio internazionale di questi prodotti o creare ostacoli commerciali ingiustificati.

Chi ha aderito

I firmatari, oltre agli Stati Ue, sono Australia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Hong Kong-Cina, Giappone, Repubblica di Corea, Malawi, Messico, Nuova Zelanda, Paraguay, Perù, Qatar , Singapore, Svizzera, il territorio doganale separato di Taiwan, Penghu, Kinmen e Matsu, Ucraina, Stati Uniti e Uruguay.

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