L'Ue "autorizzata" a vendicarsi dei dazi di Trump. E il made in Italy è in allarme

Secondo Confagricoltura, un'escalation nelle tensioni commerciali tra le due sponde dell'Atlantico metterebbe a rischio una parte delle esportazioni agroalimentari italiane verso gli Usa ammontano a circa 4,7 miliardi di euro

L'Unione europea potrà imporre dazi aggiuntivi sui prodotti importati dagli Usa per un controvalore di 4 miliardi di dollari nel quadro della disputa commerciale tra le due sponte dell'Atlantico sul comparto aereo. Lo ha deciso l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto), che ha accolto le richieste di Bruxelles. Una notizia che però non fa felice l'agroalimentare italiano, che teme una nuova escalation sulle tariffe a danno alcuni prezzi pregiati del made in Italy negli Stati Uniti.

“Siamo di fronte a un ulteriore e preoccupante passaggio nell’ambito del contenzioso ultradecennale tra la Ue e gli Stati Uniti sugli aiuti pubblici erogati ai gruppi Airbus e Boeing - rileva il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - Va fatto ogni sforzo per raggiungere un’intesa bilaterale. I dazi e le misure di ritorsione sono sempre dannose, tanto più nell’attuale situazione di crisi economica e di rallentamento del commercio internazionale per effetto della pandemia”.

Confagricoltura ricorda che, sempre nel quadro della disputa relativa agli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing, gli Stati Uniti sono stati autorizzati nell’ottobre 2019 ad applicare dazi aggiuntivi sulle importazioni dalla Ue per un controvalore di 7,5 miliardi di dollari. Secondo i dati della Commissione europea, a seguito dei dazi, l’export agroalimentare degli Stati membri verso gli Usa è diminuito di oltre 400 milioni di euro nei primi cinque mesi di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2019.

"Anche i nostri prodotti agroalimentari sono stati colpiti dai dazi Usa, nonostante l’Italia non faccia parte del consorzio Airbus - continua Confagricoltura - Le tariffe doganali, pari al 25% del valore, si applicano sulle importazioni dall’Italia di formaggi, salumi, agrumi e liquori per un valore di circa 500 milioni di euro. Con l’inasprimento del contenzioso – evidenzia Giansanti – sarebbero a rischio, in particolare, le esportazioni di vini, pasta e olio d’oliva destinate al mercato statunitense. Chiediamo alla Commissione europea e al nostro governo un’iniziativa urgente per un negoziato che consenta di chiudere, una volta per tutte, una partita da cui la filiera agroalimentare italiana ha molto da perdere”.

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Le esportazioni agroalimentari italiane verso gli Usa ammontano a circa 4,7 miliardi di euro. Si tratta del primo mercato di sbocco fuori dalla Ue.

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