Martedì, 27 Luglio 2021
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L'Emilia-Romagna fa infuriare gli agricoltori del Sud e il M5s: "No a scippi sui fondi Ue"

La Regione ha proposto alla Commissione di adottare il parametro della Produzione lorda vendibile per la ripartizione delle risorse Feasr 2021-2022. Il che, secondo i 5 stelle, si tradurrebbe in un taglio di 400 milioni di euro alle regioni meridionali

Il presidente della Regione Bonaccini incontra il ministro Luigi Di Maio

L'oggetto del contendere si chiama Produzione lorda vendibile (Plv) ed è il parametro che la Regione Emilia-Romagna ha proposto per ripartire i fondi Ue per l'agricoltura, per la precisione quelli del Feasr 2021-2022. Un parametro che, secondo il Movimento 5 stelle, comporterebbe un vero e proprio "scippo" alle regioni del Sud.  

“Basta scippi al Sud, la ripartizione del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) deve rimanere invariata - si legge in una nota di Isabella Adinolfi, Laura Ferrara, Mario Furore, Chiara Gemma e Dino Giarrusso, eurodeputati eletti nelle circoscrizioni meridionali -  Il criterio della Produzione lorda vendibile non va inserito tra i parametri da prendere in considerazione per il calcolo dell’indice di riparto delle risorse Feasr tra i Psr regionali nei due anni di transizione 2021 e 2022. Sarebbe infatti discriminatorio in quanto questo criterio penalizzerebbe ancora di più chi opera in regioni in condizioni di svantaggi strutturali ed economici come quelle del Sud Italia". In una interrogazione presentata alla Commissione europea, continua la nota, "abbiamo evidenziato che con questa nuova modalità di calcolo ci sarebbero regioni che subirebbero un taglio di oltre cento milioni dia euro in due anni,. Nello specifico, quasi 153 milioni in meno la Campania, poco meno di 124 milioni la Sicilia, 32,8 milioni la Puglia, 31,3 la Basilicata, 30,6 l'Umbria e 29,8 milioni la Calabria. Questo sarebbe inaccettabile".

“L’obiettivo cardine dei fondi europei - proseguono - è quello di sostenere e aiutare i territori economicamente più svantaggiati e non sottrarre risorse a vantaggio di regioni che, storicamente, hanno standard soddisfacenti di produzione e commercializzazione. Alla luce di ciò riteniamo necessario mantenere, nel biennio di transizione, i parametri vigenti già utilizzati nella corrente programmazione 2014/2020 e chiediamo alla Commissione se ritiene questa proposta coerente agli Obiettivi e alle Priorità dei Regolamenti Ue, in particolare con quelli che regolano la transizione della Pac”, concludono i cinque europarlamentari del Movimento 5 stelle.

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