Truffa all’Ue, sequestrati beni per 5 milioni. M5s: “Inefficaci i controlli regionali”

Ricevevano fondi comunitari per rinnovare le aziende agricole ma falsificavano le fatture delle spese che avrebbero dovuto finanziare con soldi propri

ANSA/ LORENZO DOLCE

Hanno ricevuto un finanziamento pubblico, sostenuto in parte da fondi comunitari, per un progetto in cui avrebbero dovuto anche investire fondi proprio. Ma grazie a fatture false e riciclaggio hanno utilizzato il denaro dei contribuenti senza sborsare nulla di tasca propria. Per questo è stato disposto un sequestrato di immobili, aziende e disponibilita' finanziarie del valore complessivo di oltre 5 milioni di euro a tre imprenditori agricoli di Valledolmo e a un agronomo di Lascari, nel palermitano. Il provvedimento disposto dal Gip del Tribunale termitano riguarda l'ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso, frode fiscale, riciclaggio e malversazione ai danni dello Stato.

La truffa

L'attivita' investigativa della Guardia di Finanza palermitana si è concentrata sull'analisi di due domande di finanziamento pubblico per l'ammodernamento delle aziende agricole degli indagati. Il progetto prevedeva che gli imprenditori sostenessero nella misura del 50% gli oneri di spesa ammessi al finanziamento "ma le indagini hanno permesso di scoprire che, attraverso un meccanismo di false fatturazioni e di riciclaggio, gli investimenti sono stati realizzati senza il previsto apporto di mezzi propri, a danno dell'Unione Europea, dello Stato e della Regione Siciliana, istituzioni tra le quali è ripartito, in varia misura, il finanziamento", spiegano le fiamme gialle.

M5s: "Controlli inesistenti"

Questa truffa “è l’ennesima dimostrazione che i controlli della Regione Siciliana si sono dimostrati inefficaci e inesistenti. Da anni sosteniamo che il lavoro di controllo deve essere svolto dalla Regione”, ha dichiarato il Movimento 5 stelle Europa. Per i 5 Stelle “il sistema non funziona. Lo diciamo da anni, ma ci siamo scontrati con i muri di gomma di Palazzo d’Orleans e con un governo nazionale assente”. “Per restringere le maglie, occorre anche rafforzare i controlli e applicare un codice di condotta dei centri di assistenza agricola e rafforzare i controlli di Agea. La nostra proposta è quella di estendere la certificazione antimafia ai centri di assistenza agricola".

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