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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Salute

Gli additivi nei salumi aumentano il rischio di tumore al colon-retto

Lo conferma un rapporto dell'Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare, che raccomanda di ridurre i sali di nitrito nelle ricette di prosciutto e salsicce

Gli additivi nei salumi sono connessi al rischio di cancro del colon-retto. La conferma di questa relazione proviene dall'Agenzia nazionale francese per la sicurezza alimentare (Anses), che ha appena pubblicato un rapporto sull'uso dei nitrati e dei sali nitriti, utilizzati ampiamente nell'industria di salsicce e prosciutti.

Secondo il Journal du dimanche, l'agenzia riconosce "l'esistenza di un'associazione tra il rischio di cancro del colon-retto e l'esposizione a nitriti e nitrati", avallando le conclusioni espresse già nel 2015 dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Airc). Allo stesso tempo, prosegue la sintesi del rapporto, "l'uso di questi additivi nei salumi controlla efficacemente la crescita di batteri patogeni" che possono causare infezioni alimentari.

Il dibattito in Francia va avanti da diversi anni, con una petizione lanciata nel 2019 da Foodwatch, Yuka e la Lega contro il cancro, che chiede l'interdizione totale di questi additivi (E249, E250, E251 et E252), mentre alcuni deputati sostengono una tassazione specifica per il loro utilizzo A favore si schierano invece i macellai e l'industria francese della “charcuterie”, che comprende tutte le tipologie di carne lavorata, incluso il celebre foie gras.

Secondo l'Airc, il consumo di 50 grammi di carne lavorata al giorno aumenta il rischio di cancro del colon-retto del 18%. In base alle stime di Foodwatch, in Francia, dove sono state consumate circa 65mila tonnellate di salumi nel 2018, si potrebbero evitare quasi 4.400 nuovi casi di cancro all'anno, a stomaco e colon, legati al consumo di salumi e affini. Anziché un divieto vero e proprio, che costerebbe all'industria del settore milioni di euro, l'Anses si limita a chiedere di ridurre i sali di nitrito nelle ricette di prosciutto e salsicce.

L'Agenzia ammette però che alcune ricette alternative, già sviluppate dai produttori per offrire gamme "senza nitriti", non "costituiscono una reale riduzione dell'esposizione dei consumatori" a queste sostanze. Questa offerta parallela ha comunque limitato l'erosione di un mercato che negli ultimi anni sta vedendo ridursi i profitti, tra incremento di diete vegetariane e maggiore attenzione da parte dei consumatori a prodotti che rispettino determinati standard in termini di salute e sostenibilità.

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