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Giovedì, 7 Luglio 2022
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Agricoltura e spionaggio. Scienziato cinese confessa furto di un segreto commerciale di Monsanto

Sottratto un software che aiuta a monitorare i campi e a migliorare la resa dei raccolti. L'uomo rischia fino a 15 anni di carcere

Non solo tecnologia militare. Anche l'agricoltura può dare vita a una storia di spie e battaglie diplomatiche. Negli Stati Uniti, un cittadino cinese ha ammesso di aver rubato un software sviluppato dalla multinazionale Monsanto, che dal 2018 è stata acquistata e incorporata nella multinazionale tedesca Bayer, per aiutare gli agricoltori ad incrementare i raccolti. L'obiettivo di Xiang Haitao, questo il nome dell'uomo, era di portarlo in Cina, come ha ammesso quando ha deposto la sua confessione davanti al dipartimento di giustizia del Missouri, dove il gigante dell'agro-chimica ha una sede. L'accusa è di cospirazione per commettere spionaggio economico per conto della Cina. Haitao, 44 anni, è stato impiegato dal 2008 al 2017 come scienziato di immagini da Monsanto e dalla sua filiale, The Climate Corporation. La multinazionale statunitense è stata acquistata nel 2018 dalla Bayer per 66 miliardi di dollari, dando vita vita al più grande gruppo mondiale nel campo delle sementi e dei fertilizzanti agricoli. L'azienda tedesca aveva raggiunto un patteggiamento da 10,5 miliardi di dollari per risolvere decine di migliaia di azioni legali negli Stati Uniti sul Roundup, il diserbante a base di glifosato prodotto da Monsanto e accusato di causare il cancro.

Secondo il dipartimento di giustizia, lo scienziato cinese ha rubato un software proprietario, sviluppato dall'azienda per aiutare gli agricoltori a migliorare la resa dei raccolti. "Nonostante gli accordi per proteggere la proprietà intellettuale di Monsanto e la ripetuta formazione sui suoi obblighi in tal senso, Xiang ha ora ammesso di aver rubato un segreto commerciale da Monsanto, di averlo trasferito su una scheda di memoria e di aver tentato di portarlo nella Repubblica Popolare a beneficio del governo cinese", ha detto l'assistente procuratore generale Matthew Olsen. La piattaforma software digitale online, sviluppata dall'azienda, è stata utilizzata dagli agricoltori per raccogliere, archiviare e visualizzare i dati critici dei campi, nonché per aumentare e migliorare la produttività. Un componente fondamentale della piattaforma era un algoritmo predittivo proprietario, denominato Nutrient Optimizer, considerato dalla multinazionale un prezioso segreto commerciale.

La comunicazione del dipartimento afferma che i funzionari federali avevano trovato Xiang in possesso di copie di un algoritmo predittivo proprietario sviluppato da Monsanto mentre aspettava di salire su un volo per la Cina nel giugno 2017. Gli era stato comunque permesso di rientrare in patria, dove era andato a lavorare per l'Istituto di scienza del suolo dell'Accademia cinese delle scienze. L'uomo era stato arrestato una volta rientrato negli Stati Uniti nel 2019, ma solo ora si è deciso a confessare il suo operato davanti alle autorità. All'epoca dell'imputazione, un ministro degli esteri cinese aveva sostenuto che Washington stava cercando di utilizzare il caso per avvalorare le sue accuse contro Pechino, dipinta come “ladra” di tecnologia dalle aziende statunitensi. "Ci opponiamo risolutamente ai tentativi della parte statunitense di utilizzare il caso, che consideriamo un incidente ordinario e isolato, per gonfiare le affermazioni sui tentativi organizzati e sistematici della Cina di rubare proprietà intellettuale dagli Stati Uniti", ha riferito il portavoce Geng Shuang. L'Fbi sostiene invece che continuerà a indagare sui casi di furti di tecnologia dalle aziende americane “perché la sicurezza economica è sicurezza nazionale”. L'uomo sarà condannato il 7 aprile. All'orizzonte una pena massima di 15 anni di prigione e una potenziale multa fino a 5 milioni di dollari.

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