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Giovedì, 26 Maggio 2022
Smart&Green

“Nell'agricoltura verticale il nostro basilico trova l'ambiente ideale per crescere”

In provincia di Salerno la Rago group, specializzata in insalate imbustate, ha iniziato a sperimentare in laboratorio, con meno trattamenti e una riduzione d'acqua del 90%

Nella Piana del Sele, in provincia di Salerno, la Rago group è stata una delle prime aziende in Italia a sperimentare la vertical farming. Specializzata nei prodotti di quarta gamma, quella delle insalate imbustate, questa impresa ha avviato dei laboratori per capire funzionamento e potenziale di uno dei nuovi orizzonti dell'agricoltura. “La nostra vertical farm nasce per sperimentazione e ricerca nella nostra filiera di insalate in busta”, spiega Rosario Rago, direttore commerciale, che prosegue: “Lo spirito di fare vertical nasce da due motivi. Innanzitutto cominciamo a capire dove ci porterà l'agricoltura del futuro, per comprendere ad esempio se andremo verso le serre fredde o se dovremo convertirci come agricoltori verticali”.

Anticipando i tempi, i responsabili di Rago verificano adesso in modo tale da essere pienamente convinti, nel momento in cui si dovrà investire su grandi superfici, del ritorno che potrà essere ottenuto. “Abbiamo iniziato con una coltivazione che appartiene al nostro mondo, che è quella delle baby leaf (le giovani foglie e i piccioli di qualsiasi ortaggio a foglia, ndr)” dichiara Rosario. “Siamo partiti con sperimentazioni quali la rucola, il lattughino e altri prodotti che abitualmente già facevamo in serra” illustra il direttore commerciale, aggiungendo :”Abbiamo così verificato i processi che avvengono nell'agricoltura verticale. Qui non c'è la figura del contadino, ma c'è una serie di agronomi e ingegneri, che studiano e lavorano quotidianamente in laboratorio”.

130 anni di esperienza

La Rago Group ha iniziato la propria attività nel 1892, in un territorio particolarmente vocato alla produzione agricola, come è quello del salernitano. Da allora, cinque generazioni si sono susseguite alla sua guida, trasformando nell'arco di quasi 130 anni una realtà locale, in un gruppo di dimensione globale. Oggi la sua produzione è esportata in tutta Europa e in Medio Oriente ed è destinata alla grande distribuzione. In questi anni si è rafforzato l'approccio orientato alla sostenibilità ambientale e all’innovazione. L'azienda guarda già al 2050 e all'obiettivo della neutralità carbone fissato dall'Unione europea. Anche in quest'ottica è stata sperimentata la vertical farming, che sfrutta fonti di energia rinnovabili al 100% e riduce del 90% il consumo di acqua. Le strutture e i metodi all’avanguardia utilizzati per migliorare la produzione diventano uno strumento utile anche a preservare le preziose risorse del pianeta.

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Al posto dei terreni tradizionali, le sementi vengono coltivate in dei substrati, quali lana di roccia e geolana, tramite colture che permettono di escludere ulteriori trattamenti. Tra le novità sperimentate in verticale, c'è uno degli odori che regna in molti piatti italiani: il basilico. “Siamo passati al basilico perché ci siamo resi conto che è la migliore espressione del prodotto dell'agricoltura verticale, trovando lì l'ambiente più adatto per potersi riprodurre”, sottolinea Rosario Rago. “Quando abbiamo fatto i test nella parte agricola tradizionale, le piantine avevano parecchie difficoltà a venir fuori, mentre in verticale riusciamo ad avere delle produzioni standard veloci, ottenendo sempre il prodotto anche nei momenti climatici più avversi”, conclude Rosario.

Nel grande laboratorio varietale creato, il processo al momento è ancora prevalentemente manuale. Nel passaggio dalla fase di laboratorio a quello di produzione, le fasi verranno meccanizzate, con una robotizzazione utilizzata prevalentemente per la semina e per la raccolta. In attesa della robotizzazione, esiste già un'applicazione che aiuta a controllare tutte le fasi della produzione, come ad esempio l'accensione dei led, che simulano la luce solare, o il riempimento e lo svuotamento delle vasche. Umidità e temperature delle sale di germinazione, accrescimento e conservazione del prodotto, vengono anch'esse monitorate via smartphone.

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