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Ridurre l’inquinamento in agricoltura senza alleggerire il portafogli

L'Ue punta sul futuro eco-compatibile. Studio in tre paesi dimostra: si possono abbassare le emissioni senza rimetterci in termini economici

Le conclusioni del progetto Solmacc fanno ben sperare gli agricoltori che vogliono rispettare l’ambiente senza abbassare la produzione. Coinvolgendo 12 aziende agricole in Italia, Svezia e Germania, il progetto si pone l’obiettivo di promuovere pratiche innovative eco-compatibili che tengano conto di costi e profitti dei metodi sperimentati. 

Tecniche sperimentate

Il progetto, finanziato dal programma Life dell’Unione europea, ha dimostrato con 5 anni di esperimenti che le pratiche più efficaci nella lotta alle emissioni riguardano la gestione dei nutrienti, la rotazione delle colture, la lavorazione del terreno e le pratiche agroforestali. L’azienda Agricola Fontanabona, ad esempio, ha sperimentato il compostaggio di letame stallatico aumentando le rese agricole e lasciando invariati i costi di produzione e manodopera, ma riducendo del 49% l’emissione di Co2 collegata alla gestione dei nutrienti.

Le pratiche sperimentate da altre tre aziende italiane sono contenute nelle conclusioni del progetto Solmacc, al quale ha partecipato anche l’Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) 

Quanto inquina l’agricoltura

L’attività agricola è responsabile quasi per il 10% delle emissioni di gas serra su scala continentale e ridurre l’impatto ambientale dei processi di produzione rimane un obiettivo lungimirante quanto difficile, considerando la recente battuta d’arresto in tema di abbassamento di Co2 causate da allevamenti e coltivazioni. 

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