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Mercoledì, 30 Novembre 2022
Ambiente&Clima

"C'è chi sfrutta la guerra in Ucraina per impedire la svolta verde dell'Ue"

Lo afferma Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea e responsabile del Green Deal. La sicurezza alimentare non è in pericolo ma, sostiene, strumentalizzata per gli interessi delle lobby agricole

"Coloro che non hanno gradito la strategia Farm to Fork dell'Ue usano la guerra in Ucraina come pretesto per cercare di fermarla". Questa la dichiarazione dura e senza appello rilasciata da Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea e responsabile del Green Deal, il Patto dell'ambiente varato lo scorso anno dall'Unione europea, in cui rientra anche il piano Farm to fork, studiato per trasformare in modo sostenibile il sistema alimentare europeo. Secondo il commissario, in un contesto messo a soqquadro dall'invasione russa, ci sarebbe chi ne approfitta, sia per seminare il panico sui mercati alimentari sia per impedire all'Unione europea di perseguire con successo le ambizioni verdi, che si è preposta per rispondere efficacemente ai cambiamenti climatici.

Timmermans sostiene che la diffusione di timori legati a carenze alimentari è "irresponsabile e disonesto". Durante una riunione della commissione Ambiente del Parlamento europeo ha affermato inoltre: "E' abbastanza grave che alcune persone sostengano che abbiamo un rischio di carenza di cibo nell'Ue, la qual cosa non corrisponde al vero". Ha aggiunto poi che è "irresponsabile e incredibilmente disonesto" questo tentativo di spaventare la gente facendole credere che ci sono problemi di sicurezza alimentare in Europa. Pur riconoscendo che la guerra in Ucraina ha causato seri problemi nei mercati del grano e del mais, Timmermans reputa che si tratti di un "problema logistico e finanziario, non di disponibilità di cibo".

La guerra in Ucraina ha determinato un incremento dei prezzi, sia di materie prime quali mais, grano e oli vegetali, provenienti da Kiev, sia di fertilizzanti, esportati sopratutto da Russia e Bielorussia. Circostanze che stanno generando seri timori in alcune aree del mondo, in Africa e in Medio Oriente, ed in particolare in quei Paesi dove c'era una forte dipendenza dalle esportazioni ucraine, che erano state finora indispensabili per sfamare gran parte delle loro popolazioni. La situazione negli Stati membri europei risulta, però, differente. Già a marzo, Buxelles aveva diffuso una comunicazione sulla sicurezza alimentare, concludendo che non sussiste alcun rischio di penuria alimentare nell'Ue. L'uomo che dovrebbe guidare la transizione verde lo ha ribadito, ricordando che quest'inverno c'è stato un ottimo raccolto di grano, sia negli Paesi membri che in Argentina, e di mais, con il raccolto estivo che risulta promettente.

Ciò nonostante, la Commissione ha spinto per far produrre più cibo, autorizzando le imprese agricole anche a derogare alle misure di tutela ambientale. La possibilità di massimizzare la superficie coltivabile per incrementare la produzione è stata lodata dalle grandi aziende agricole e dalle loro confederazioni di rappresentanza, ma criticata dai gruppi ambientalisti e dai contadini già da tempo dediti ad una produzione più sostenibile. Secondo il vice-presidente, mentre la guerra starebbe spingendo a una transizione ecologica sul piano energetico, al fine di sottrarsi al petrolio, al gas e al carbone di Vladimir Putin, nel settore agricolo l'effetto sarebbe inverso. "Se non capiamo che la strategia Farm to Fork è un tentativo di salvare l'agricoltura, non di punirla, alla luce degli effetti devastanti della perdita di biodiversità e del cambiamento climatico sulla produzione alimentare a livello globale, siamo davvero in un atteggiamento sbagliato", ha concluso Timmermans.

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