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Domenica, 5 Febbraio 2023
Strategie agricole

La Francia finanzia gli agricoltori che non usano il glifosato

Bruxelles approva il regime francese di aiuti da 215 milioni di euro per aziende che rinunciano al discusso erbicida e che per questo devono sostenere costi più elevati

Un sostegno finanziario da 215 milioni di euro per gli agricoltori che rinunciano al glifosato. La Francia ha ricevuto il via libera da parte della Commissione europea per poter sostenere economicamente le aziende che non utilizzano più l'erbicida reputato potenzialmente cancerogeno e che potrebbe essere vietato nell'Unione europea. Le imprese agricole potranno quindi continuare a ricevere aiuti di Stato anche nel 2023 se rispettano i criteri fissati nel piano di uscita dal glifosato promosso da Parigi.

Il presidente Emmanuel Macron nel 2017 aveva promesso una rinuncia totale al glifosato in tutto l'Esagono "entro tre anni", ma ha dovuto fare marcia indietro sulle tempistiche. Il regime di aiuti era stato presentato dall'Eliseo già nel dicembre 2020 e introdotto nella finanziaria dell'anno successivo, concedendo un credito d'imposta annuo di 2.500 euro per ogni azienda agricola disposta a liberarsi del discusso erbicida.

Il regime rientra nel piano più ampio di eliminazione dei prodotti fitosanitari dai campi transalpini e funge da compensazione per coloro che si impegnano in questa direzione, al pari di chi aderisce all'agricoltura biologica o delle aziende certificate ad “Alto Valore Ambientale”. Questo credito d'imposta per il glifosato si va ad aggiungere agli altri due, ma "non può essere affiancato ad essi".

In particolare, l'aiuto mira a sostenere le aziende agricole impegnate in coltivazioni permanenti, quelle con seminativi, come grano e mais, nonché gli allevamenti che si dedicano a queste colture per alimentare il bestiame. Tutte queste tipologie sarebbero le più danneggiate sul breve termine dal mancato uso del glifosato.

L'esecutivo dell'Ue ha affermato in un comunicato che il regime proposto da Parigi era "necessario, appropriato e proporzionato per affrontare una grave perturbazione economica in uno Stato membro", sottolineando anche che la sua approvazione era "in linea con le condizioni stabilite" nel Quadro di crisi temporaneo attivato a seguito dell'inizio della guerra in Ucraina. 

l piano di uscita dal glifosato francese potrà essere prorogato almeno fino al 31 dicembre 2023, dato che Bruxelles ha concesso all'erbicida una proroga di un anno, rispetto alla scadenza originariamente prevista nel dicembre 2022. Gli Stati membri sono ancora in attesa del parere definitivo da parte dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che a causa dei numerosi commenti e pareri scientifici ricevuto ha preferito allungare il periodo necessario per completare la sua valutazione.

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