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Giovedì, 26 Maggio 2022
La proposta

Basta viaggi atroci per gli animali, Strasburgo chiede condizioni migliori per il loro trasporto

Durata di massimo otto ore e telecamere a circuito chiuso tra le raccomandazioni dei deputati, ma gli animalisti criticano il testo: serve un divieto totale

Basta a viaggi infiniti al freddo e al gelo e in condizioni tremende per gli animali da allevamento. Il Parlamento europeo chiede di migliorare il benessere delle bestie durante il trasporto. I deputati, riuniti in Plenaria a Strasburgo, hanno adottato una serie di raccomandazioni, sulla base delle considerazioni espresse dall'Anit, la commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto, incaricata nel 2020 di valutare la situazione attuale in tutta Europa. Durante le indagini, erano state accertate violazioni ripetute e gravi. In particolare, i problemi riguardano il sovraffollamento, i dispositivi di abbeveraggio inadeguati o la mancanza di acqua e cibo. In molti casi i veicoli utilizzati sono inadeguati, creando condizioni di viaggio insostenibili, soprattutto durante lunghi tragitti, che possono durare giorni o settimane.

Le misure adottate

Le raccomandazioni riguardano innanzitutto la durata del viaggio verso il macello, che non dovrebbe superare le otto ore. Il trasporto di animali gravidi dovrebbe essere limitato a un massimo di quattro ore durante l'ultimo terzo della gestazione, mentre adesso è al 90% della stessa, col rischio che i parti avvengano sui camion o sulle navi. Non dovrebbe inoltre essere consentito il trasporto per i vitelli di età inferiore alle quattro settimane, tranne in caso di trasporto effettuato dagli allevatori per una distanza inferiore ai 50 km.

I deputati chiedono inoltre un sistema di telecamere a circuito chiuso sui veicoli di trasporto, specialmente per le operazioni di carico e scarico. Le autorità nazionali dovrebbero approvare i piani di viaggio degli animali solo se la temperatura prevista per l'intera durata del viaggio è tra i 5ºC e i 30ºC. Si chiede anche di registrare temperatura, umidità e livelli di ammoniaca nei veicoli. Mancando regole comuni, è stata chiesta l'armonizzazione delle norme per il trasporto verso Paesi terzi, spesso incapaci di garantire gli stessi standard richiesti dall'Ue. Le raccomandazioni verrano sottoposte alla Commissione europea in vista di un nuovo regolamento, previsto nel 2023.

Verdi e animalisti chiedevano divieto totale

Lo scontro politico non è mancato. Sinistra europea (Gue/Ngl) e Verdi avrebbero voluto un vero e proprio divieto del trasporto di animali vivi, spingendo per il commercio diretto delle carni e delle carcasse. “Nonostante tutti gli scandali non ci sono controlli né misure adeguate di contrasto, in particolare nel trasporto marittimo, che è un buco nero” ha dichiarato nel suo intervento Thomas Waitz dei Verdi. Manuel Bompard (Gue/Ngl) ha evidenziato che “gli animali vengono rimbalzati da un Paese all'altro: nascono in un luogo, crescono in un altro e sono macellati in un posto diverso”.

Di altro avviso gli esponenti di Identità e democrazia (Id), cui aderisce la Lega, che si sono opposti alle raccomandazioni, ritenendo che metterebbero in ginocchio il settore dell'allevamento. “Si è affrontato il benessere animale in modo ideologico, senza vedere che quello europeo è un sistema all'avanguardia”, ha affermato l'eurodeputata Rosanna Conte, aggiungendo che “il trasporto di animali vivi non può essere sostituito con il trasporto di carne o carcasse, perché esistono regole e metodi diverse negli Stati membri”.

Polemiche sulle raccomandazioni anche da parte di alcuni deputati dei Riformisti europei.“È in corso una tremenda crisi economica e l'Ue si preoccupa dei diritti degli animali”, ha affermato Dzhambazki Angel, aggiungendo: “Sono sicuro che gli allevatori verrano chiamati a pagare il prezzo della vostra follia. Non si farà altro che soffocare il mercato e sacrificare la nostra competitività”.

Solo pochi giorni fa era stata presentata al Parlamento una petizione, firmata da oltre 900mila cittadini europei, che chiede un divieto nell'Ue sull'esportazione di animali d'allevamento vivi verso Paesi terzi su iniziativa di varie sigle, tra cui Compassion in World Farming. La mobilitazione nasce anche da una serie di scandali, spesso legati ad immagini atroci, come quando 14mila pecore sono morte in un naufragio in un porto rumeno sul Mar Nero. Oltre alla fase del viaggio, di recente maltrattamenti e condizioni igieniche insostenibili sono stati denunciati negli allevamenti, sia in Italia che all'estero.

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