Benessere animale, Ue verso etichetta su prodotti alimentari

La proposta tedesca che mira a inserire bollini di qualità per i cibi realizzati con il rispetto degli standard minimi di vita dei capi di bestiame trova l’appoggio della maggioranza dei Governi europei. Compreso quello italiano

C’è anche l’Italia tra i Paesi Ue che oggi hanno aderito alla proposta tedesca su un'etichetta comune europea per indicare i prodotti alimentari realizzati con il rispetto del benessere animale. L’argomento è stato discusso in sede di Consiglio Ue Agricoltura e pesca dove questa mattina i ministri dei 28 Stati membri si sono confrontati sul tema. Paesi Bassi e Danimarca sono gli unici due Stati Ue che hanno già etichette speciali per indicare quei prodotti realizzati grazie a capi di bestiame trattati meglio rispetto a quanto richiesto dai requisiti minimi di benessere animale previsti dalla legislazione Ue. La proposta tedesca mira a estendere tale sistema su scala europea. 

La posizione italiana

“Anche a nostro avviso - ha dichiarato durante la riunione la ministra Teresa Bellanova - è giunto il momento di introdurre un sistema di etichettatura trasparente, basato sul rigoroso rispetto di regole produttive in grado di valorizzare le migliori pratiche zootecniche e, nel rispetto della biosicurezza, l'allevamento all'aperto, soprattutto quello transumante, la cui pratica è stata recentemente riconosciuta anche dall’Unesco”.

Un nuovo approccio 

L’Italia si schiera così nel largo fronte a favore di un miglioramento degli standard di vita dei capi d’allevamento. Ma anziché mettere nuovi paletti legislativi come quelli introdotti in passato, quali la grandezza minima degli spazi vitali per l’allevamento di ogni animale o il tipo di alimentazione, l’Ue sarebbe stavolta orientata ad adottare un nuovo approccio.  

Inserire un’etichetta che riconosce i meriti degli allevatori sarebbe funzionale al doppio obiettivo di creare competizione tra aziende in materia di rispetto del benessere animale, ma anche fermare in partenza quegli Stati hanno già iniziato ad applicare tali etichette, creando requisiti diversi che frammentano il mercato unico e diventano un problema per gli allevatori. 

I rischi per il mercato unico

Il Governo di Berlino sta infatti lavorando a tale scopo, per evitare ulteriori distinguo nel mercato interno. Come ha sintetizzato anche la ministra Bellanova, “la mancanza di un quadro Ue sta mettendo in crisi il settore dell'allevamento e disorienta i cittadini”. 

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“Il benessere animale - ha concluso la ministra - gioca un ruolo di primo piano nel miglioramento della sostenibilità delle produzioni zootecniche e nella lotta contro la resistenza antimicrobica e rappresenta quindi uno degli obiettivi chiave da raggiungere nel prossimo ciclo di programmazione della Politica agricola comune, sia per sostenere la competitività delle diverse filiere zootecniche che per la gestione delle problematiche sanitarie”.

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