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Mercoledì, 30 Novembre 2022
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Arriva il tonno in scatola vegano: ecco di cosa è fatto

Prodotto dalla Nestlé, vuole soddisfare consumatori attenti all'ambiente

Non solo hamburger e cotolette vegetali. La Nestlé sta lanciando in tutta Europa il tonno in scatola vegano. Nel promuoverlo, il gigante dell'agroalimentare cerca di intercettare i consumatori, sensibili allo sviluppo sostenibile, ma che non vogliono rinunciare al gusto del pesce. L'azienda continua ad espandere la sua gamma di prodotti 100% vegetali, distribuiti con la sigla "Garden Gourmet”. "Dopo la carne, abbiamo voluto lavorare su un'alternativa al pesce popolare: il tonno. Non il pezzo di pesce in quanto tale, ma il tonno in scatola", spiega al quotidiano Le Soir Arthur Duquesne De La Vinelle, business manager dell'azienda in Belgio, dove il prodotto è stato appena lanciato.

Commercializzato con il nome di "Vuna", il marchio scommette sul suo successo, ritenendo di essere riuscito a riprodurre gusto e consistenza di uno dei prodotti ittici più consumati. Chi lo ha provato sostiene che il risultato sia riuscito, sia visivamente che al palato. Il colosso del cibo sarebbe stato capace di imitare le caratteristiche del tonno grazie ad una scoperta scientifica avvenuta nel suo centro di ricerca a Losanna, in Svizzera. Il team ha iniziato selezionando fonti proteiche di pisello e grano, altamente nutrienti, e le ha testurizzate in strutture molto simili alle fibre del muscolo del tonno. "Decomponiamo completamente gli aromi del prodotto iniziale per ricostituire il gusto da ingredienti naturali di origine vegetale”, sostiene Duquesne De La Vinelle, precisando che negli altri prodotti vengono invece adoperate le proteine della soia.

Dopo aver investito tempo e denaro in ricerca sulle proteine vegetali, Nestlé si tiene stretta la scoperta, quindi nessun segreto di fabbricazione sarà rivelato. Sull'etichetta sono indicati solo questi sette ingredienti: proteine di piselli, acqua, olio di colza, glutine di grano, aromi, fibre di agrumi e sale. L'Italia è uno dei mercati, insieme alla Svizzera, dove il prodotto è stato testato a partire dal 2020, riscontrando, a detta dell'azienda, un certo successo. Il marchio sta ora sviluppando altri mercati europei e lanciando una produzione su più larga scala. La Nestlé sta scommettendo sempre di più su questi prodotti a base vegetale, grazie ai quali nel 2019 ha fatturato più di 185 milioni di euro. Durante la crisi pandemica e l'aumento del consumo a domicilio, la domanda di questi alimenti già pronti o facili da preparare è cresciuta.

I consumatori, sempre più sensibili alle istanze dello sviluppo sostenibile, sentono la necessità di ridurre il consumo di carne e pesce, senza però voler rinunciare a quei sapori. Il problema in molti casi però, come ricorda il Wwf nella sua guida al consumo sostenibile del pesce, non è il consumo in sé e per sé, ma il fatto che le persone tendono a concentrare le loro scelte su un numero molto ridotto di specie. Nell'Unione europea, tra i prodotti ittici più richiesti ci sono il tonno e il salmone. Il primo rischia l'estinzione, da cui i limiti alla possibilità di pescarlo, mentre il secondo viene prodotto in larga parte in allevamenti intensivi sparpagliati nel globo, che stanno causando devastazioni ambientali. Allentare la pressione su certi prodotti e variare maggiormente nella scelta, optando per altre tipologie come il sigano, la muggine e la palamita, può essere una valida alternativa, anche al cibo sintetico.

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