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Sabato, 10 Dicembre 2022
Studio cinese

"Bibite gasate, patatine e hamburger vegan aumentano il rischio demenza"

Uno studio pubblicato sulla rivista Neurology ha verificato la correlazione tra cibi ultra-lavorati e problemi di pensiero e memoria. Zuccheri aggiunti e grassi le cause principali

Mangiare cibi industriali aumenta il rischio di sviluppare demenza. Lo rivela uno studio che ha verificato come persone che si nutrono di quantità più elevate di alimenti ultra-elaborati, come bibite gasate e patatine, ma anche zuppe in scatola e hamburger vegani, abbiano un rischio maggiore di sviluppare la demenza rispetto a coloro che ne mangiano quantità inferiori. La ricerca, pubblicata su Neurology, la rivista medica dell'Accademia americana di Neurologia, ha anche associato rischi inferiori per coloro che modificano la loro dieta, aumentando frutta, verdura e proteine. I ricercatori sottolineano che gli alimenti ultra-lavorati non causano demenza, ma lo studio dimostra un'associazione con l'aumento di rischio di questa malattia.

Qualità della dieta più bassa

Alla base del problema c'è la presenza eccessiva in questi prodotti di zuccheri aggiunti, grassi e sale, mentre risultano poveri di proteine e fibre. Nella categoria figurano cibi facilmente individuabili come “poco sani”, come bibite gasate, snack salati e zuccherati, ketchup, salsicce e pollo fritto, ma vi rientrano anche alimenti che destano meno sospetti come fagioli e pomodori in scatola, pane confezionato, cereali aromatizzati e hamburger vegani. "Gli alimenti ultra trasformati sono pensati per essere convenienti e gustosi, ma riducono la qualità della dieta di una persona", ha affermato l'autore dello studio, il dottor Huiping Li della Tianjin Medical University in Cina. “Questi cibi possono anche contenere additivi alimentari o molecole provenienti da imballaggi o prodotti durante il riscaldamento, che hanno tutti dimostrato in altri studi di avere effetti negativi sulle capacità di pensiero e memoria”.

Partecipanti seguiti per dieci anni

Durante lo studio, finanziato dalla National Natural Science Foundation of China, i ricercatori hanno identificato 72.083 persone della bio-banca britannica, un ampio database contenente le informazioni sulla salute di mezzo milione di persone che vivono nel Regno Unito. I partecipanti, che avevano un'età pari o superiore a 55 anni, non presentavano demenza all'inizio dello studio e sono stati seguiti per una media di 10 anni. Al termine della ricerca, la demenza è stata diagnosticata a 518 persone, di cui 287 hanno sviluppato la malattia di Alzheimer e 119 la demenza vascolare. Due i questionari sottoposti ai partecipanti, centrati sui dettagli riguardanti ciò che avevano mangiato e bevuto il giorno precedente.

Pericoli da bevande e latticini

Sono stati così identificati quattro gruppi di 18.021 persone ognuno. Nel primo rientravano quelle con la percentuale più bassa di consumo di alimenti ultra-lavorati, pari al 9% della dieta giornaliera (circa 225 grammi al giorno), nell'ultimo c'erano le persone col consumo più alto, pari al 28% (equivalente in media a 814 grammi al giorno). Per renderci conto, una porzione di prodotti come la pizza o i bastoncini di pesce equivale a 150 grammi. Lo studio ha evidenziato che in cima alla lista di questa categoria ci sono le bevande, seguite dai prodotti zuccherini e dai latticini ultra-lavorati. Nel primo gruppo 105 delle persone hanno sviluppato la demenza, mentre in quello dai consumi maggiori ad ammalarsi sono stati in 150.

Ridurre i rischi

Dopo aver tenuto conto dell'età, del sesso, della storia familiare di demenza e di malattie cardiache e di altri fattori che potrebbero influire sul rischio di demenza, i ricercatori hanno scoperto che per ogni aumento del 10% dell'assunzione giornaliera di alimenti ultra-lavorati, le persone avevano un rischio di demenza superiore del 25%. Tramite delle stime, i ricercatori hanno investigato cosa accadrebbe se si riducesse l'assunzione di alimenti ultra-lavorati preferendo prodotti più sani. Risultato: sostituendo il 10% dei prodotti ultra-lavorati con alimenti affatto o solo minimamente elaborati, come frutta fresca, verdura, legumi, latte e carne, è stata associato un rischio di demenza inferiore del 19%.

Definizioni da chiarire

Resta una difficoltà nel definire esattamente cosa intendiamo per "alimento ultra-elaborato". La dottoressa Maura Walker dell'Università di Boston, che ha scritto un editoriale di accompagnamento allo studio, ha osservato: "La sfida consiste nel classificare tali alimenti come non elaborati, minimamente elaborati, elaborati e ultra-elaborati", precisando poi: "Ad esempio, alimenti come la zuppa verrebbero classificati in modo diverso se inscatolati o fatti in casa. Inoltre, il livello di lavorazione non è sempre in linea con la qualità della dieta. Gli hamburger a base vegetale che si qualificano come di alta qualità possono anche essere ultra-lavorati”.

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