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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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La frutta contaminata da pesticidi in Ue e il piano navale per il grano ucraino

La newsletter con le notizie e gli approfondimenti dei giornalisti di AgriFoodToday. Dai campi ai tavoli dell'Unione europea

Salute

IN EUROPA UN FRUTTO SU TRE È CONTAMINATO DA PESTICIDI. ATTENZIONE A MORE, PESCHE E FRAGOLE - Mele, more, pesche, fragole, ciliegie e pere. Sono alcuni dei frutti presenti all'appello della contaminazione da pesticidi, che colpisce un frutto su tre coltivato nell'Unione europea, con un pericoloso aumento negli ultimi otto anni. La denuncia arriva dall'Ong Pesticides Action Network Europa, che ha pubblicato questa settimana uno studio, basato su dati raccolti tra il 2011 e il 2019 e realizzato in collaborazione con 30 agenzie europee, impegnate sui temi della salute e della sicurezza alimentare. Nei nove anni considerati, sono stati analizzati 97.170 campioni di frutta fresca coltivata in Europa. Secondo l'organizzazione, le analisi mostrano un drastico aumento del 53% dei residui di pesticidi estremamente tossici, che già dal 2011 avrebbero dovuto essere vietati a causa della loro pericolosità.

Quasi un campione su tre (29%) è risultato contaminato da tracce di pesticidi chimici, rispetto al 18% del 2011. Nella classifica, l'Italia si distingue positivamente con “solo” il 21% dei campioni contaminati. Fa meglio solo la Germania (20%), mentre seguono la Francia (22%) e l'Irlanda (26%). Male il Belgio che conta addirittura il 34% dei campioni contaminati a livello di produzione. L'organizzazione ha stilato anche una classifica dei frutti in cui i residui sono più presenti: le more (51% dei campioni), le pesche (45%), le fragole (38%), le ciliegie (35%) e le albicocche (35%). In cima troviamo però le pere, per le quali la percentuale è salita all'87%. Nel 2021, una relazione di esperti dell'Istituto francese per la salute e la ricerca medica (Inserm) ha concluso che esiste "una forte presunzione di legame tra l'esposizione materna ai pesticidi durante la gravidanza o nei bambini e il rischio di alcuni tipi di cancro (leucemia, tumori del sistema nervoso centrale)". Per saperne di più

Innovazione

L'INGHILTERRA POTRÀ PRESTO AUTORIZZARE LA COLTIVAZIONE DI NUOVI OGM (ANCHE GRAZIE ALLA BREXIT) - La Gran Bretagna sfrutta la Brexit per introdurre la commercializzazione di piante geneticamente modificate. Questo in sintesi il piano presentato dal premier Boris Johnson, che ha reso pubblico il suo Genetic Technology Bill per facilitare la coltivazione e la commercializzazione di nuovi Ogm. Il disegno di legge riguarda in realtà solo le piante il cui genoma è stato modificato localmente (cosiddetto genoma editing), utilizzando delle moderne tecnologie capaci di “attivare” o “disattivare” determinati geni, già presenti nel Dna prelevato. Nella normativa britannica resta invece esclusa la commercializzazione di piante il cui genoma è stato trasformato tramite l'aggiunta di geni provenienti ad esempio da specie completamente diverse.

Mentre nel primo caso possiamo parlare di una sorta di “potenziamento genetico”, nel secondo si tratterebbe di una vera e propria modificazione. Johnson rivendica la circostanza che questa svolta sarà possibile proprio grazie alla fuoriuscita dall'Unione europea, che invece continua a vietare gran parte delle coltivazioni Ogm, anche quando non prevedono l'introduzione di geni estranei alla pianta originale. Bruxelles sembrerebbe in realtà voler intraprendere una nuova strada, sostenuta dalle grande confederazioni agricole e dagli enti di ricerca, ma al momento detta ancora legge una sentenza della Corte di Giustizia europea del 2018, che assimila gli Ogm alle tecniche di genoma editing. Tra le prime applicazioni in campo, figurano dei pomodori arricchiti con vitamina D, sia nel frutto che nelle foglie. Per saperne di più

Attualità

LA DIFFICILE MISSIONE NAVALE PER SBLOCCARE IL GRANO UCRAINO - Organizzare una missione navale formata da una “coalizione di volenterosi” per far partire il grano bloccato nei porti del Mar Nero e proteggerlo dai missili russi. La proposta è arrivata nei giorni scorsi dal ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis e mira a garantire l'esportazione di cereali ucraini affinché riescano finalmente a raggiungere i Paesi importatori ed evitare che si aggravi la crisi alimentare globale. L'iniziativa sembra rispondere indirettamente alla controproposta di Vladimir Putin, che nel frattempo avrebbe proposto uno sblocco parziale di Odessa per ottenere in cambio la revoca di una parte delle sanzioni occidentali nei confronti della Russia. In questo gioco a scacchi a soffrire sono soprattuto i popoli di Libano, Yemen e diversi Paesi africani, dove il pane ha raggiunto prezzi record, con incrementi del 70%, divenendo di fatto un bene inaccessibile per una larga fascia di popolazione.

Poche settimane fa l'Unione europea aveva comunicato l'idea di trasportare i creali via terra, ma l'incompatibilità tra le ferrovie ucraine e quelle polacche renderebbe impraticabile nell'immediato il passaggio sui binari di milioni di tonnellate di grano. Nei piani della Lituania a contribuire all'iniziativa potrebbero essere proprio quei Paesi che più stanno soffrendo della mancata esportazioni di cereali, come l'Egitto, ma il vero obiettivo potrebbe essere quello di coinvolgere Cina e India, due Paesi che si sono astenuti dal condannare l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia in sede Onu. Secondo Ian Anthony, direttore del Programma di sicurezza europea dell'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri), configurare il progetto come missione umanitaria potrebbe spingerli a sostenere il progetto. L'attore protagonista sarebbe però la Turchia, vista la sua posizione strategica. Per saperne di più

Ambiente e clima

PERCHÉ LE SALAMANDRE CI AIUTANO A COMBATTERE I CAMBIAMENTI CLIMATICI - Pur sembrando delle creature insignificanti, svolgono un ruolo fondamentale per l'ecosistema. Parliamo delle salamandre, piccoli anfibi solitari, che gli scienziati definiscono “specie indicatrici”, dato che sono molto sensibili ai cambiamenti climatici e all'inquinamento, fornendo indicazioni importanti ai ricercatori. Proprio queste creature, per quanto piccole, svolgono un ruolo essenziale nel migliorare la qualità del suolo dato che si nutrono di invertebrati, a loro volta coinvolti nella decomposizione della materia organica. Una funzione di importanza tale, che la loro presenza viene utilizzata come barometro per valutare la qualità e lo stato della natura di una certa area. Tra gli habitat preferiti della salamandra ci sono le zone umide, dove molte specie si interconnettono per far funzionare l'ecosistema: le piante servono come cibo per insetti e vermi, mangiati dalla popolazione di salamandre, che a loro volta sono cibo per serpenti e uccelli.

Questi animali sono inoltre considerati indicatori del cambiamento climatico. Essendo anfibi a sangue freddo, non sono capaci di regolare la loro temperatura internamente e hanno bisogno di mantenere la pelle umida. Pertanto, dove il clima si fa più secco, a causa del riscaldamento globale, gli habitat colpiti possono divenire inabitabili per questa specie, determinando un calo della popolazione. In Italia, Bruxelles ha finanziato un progetto per la conservazione di anfibi e farfalle delle aree umide aperte nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che si estende fra l'Emilia Romagna e la Toscana, includendo territori delle province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze. Il progetto, denominato LIFE WetFlyAmphibia, serve ad effettuare l'analisi delle dinamiche di popolazione presenti nel parco e di migliorare il loro stato di conservazione. In particolare, sono interessati il rospo dal ventre giallo (Bombina variegata), che è in forte declino a livello nazionale, la salamandra dagli occhiali e il tritone crestato italiano (Triturus carnifex). Per saperne di piùdisclaimer DEF-2

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