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foto Ansa EPA/TATYANA ZENKOVICH

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Londra apre agli stagionali extra-comunitari in previsione della Brexit

L'afflusso di manodopera dall'Europa potrebbe presto avere un brusco rallentamento e il governo di Theresa May è pronto ad autorizzare i produttori agricoli a impiegare fino a 2.500 lavoratori non comunitari

Londra apre alla manodopera stagionale extra-comunitaria. Quale conseguenza della Brexit, la circolazione dei lavoratori da e soprattutto per il Regno Unito potrebbe incontrare bruschi stop. In previsione di nuovi accordi ancora tutti da negoziare, il governo di Theresa May è pronto ad autorizzare i produttori agricoli a impiegare fino a 2.500 lavoratori stagionali l’anno provenienti da Paesi extra-Ue. Il governo intende concedere permessi temporanei (visti di sei mesi) per rispondere alle esigenze del settore primario, che stima in oltre 80mila lavoratori stagionali le proprie esigenze per soddisfare le richieste di mercato.

Quello dei lavoratori stagionali in agricoltura è un problema di lungo corso, per gli operatori britannici del settore. Finora è stata soprattutto personale proveniente da Romania e Bulgaria ad essere impiegato dai produttori orto-frutticoli, che potranno essere rimpiazzati a breve. Il Regno Unito intende iniziare con una fase pilota, a partire dalla primavera 2019 fino alla fine del 2020, per poi decidere se e come proseguire con la manodopera extra-Ue.

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